Il Libro dei Sì
Una fiaba per scoprire da dove arrivano davvero i soldi.
C'era una volta un regno dove i soldi tintinnavano così forte che si sentivano fin dalle montagne. Si chiamava Tintinnia, e le sue monete erano lune d'argento, perché brillavano come la luna quando è piena.
Nel regno viveva una ragazza di dodici anni di nome Mira. Era la figlia del fornaio, aveva sempre la farina sui capelli e un sogno grande come una pagnotta di domenica: aprire un forno tutto suo, con un'insegna dipinta di blu e un profumo di pane che si sentisse fino al porto.
Ma un forno nuovo costa. Servivano duecento lune per il forno di pietra, i sacchi di farina e la legna. Mira ne aveva quattro, e due erano storte.
La cantina che non c'era
«Vai dal Gufo Bartolomeo» le disse il nonno. «È un Custode della Gilda dei Registri. Lui presta le lune.»
Mira lo sapeva già come funzionava. Lo avevano spiegato tutti, a scuola e al mercato: i Custodi hanno una grande cantina piena di lune, che gli abitanti del regno portano a custodire. Quando qualcuno ha bisogno di una somma, il Custode ne prende un po' dalla cantina e la presta. Semplice, no?
Il Gufo Bartolomeo viveva in una torre storta, con gli occhiali sul becco e una penna d'oca dietro l'orecchio. Ascoltò il sogno del forno, fece qualche domanda sul pane, sulla clientela e su quanto Mira pensasse di guadagnare. Poi disse:
«Mi sembra un buon progetto. Il mio è un sì.»
Aprì un libro enorme, grosso come un tavolo, con la copertina blu notte. Era il Libro dei Sì. Intinse la penna e scrisse due righe, una per pagina:
Pagina di sinistra: Mira ha 200 lune.
Pagina di destra: Mira deve 200 lune.
Mira aspettò che il Gufo scendesse in cantina. Invece il Gufo richiuse il libro e sorrise.
«Ecco fatto. Le tue duecento lune sono pronte.»
«Ma… non scendi in cantina?»
«Quale cantina?» rispose il Gufo. E per fargliela vedere aprì una botola nel pavimento. Sotto c'erano soltanto qualche moneta, un paio di ragnatele e un topo che dormiva su un cuscino.
Le lune che nascono da una promessa
Mira rimase a bocca aperta. «Ma allora… da dove arrivano le mie duecento lune?»
«Da questa penna» disse il Gufo. «E da una promessa, la tua. Guarda che cosa ho scritto: a sinistra c'è scritto che tu hai duecento lune da spendere. A destra c'è scritto che tu me le devi restituire. Le due righe nascono insieme e si tengono per mano. Non ho tolto nemmeno una luna a nessuno: ho solo scritto, e tutto il regno si fida del mio libro.»
«Allora sono lune finte?» chiese Mira, con il sospetto di essere stata imbrogliata.
«Finte? No. Prova a comprare la farina.»
Mira corse dal mugnaio, che controllò il Libro dei Sì, vide la riga di Mira e sul suo libro scrisse: Il mugnaio ha 50 lune in più. Mira ebbe i suoi sacchi di farina, e al mugnaio non mancò niente, nemmeno una moneta: nel suo libro c'erano semplicemente cinquanta lune in più. Quel giorno, mentre gli altri abitanti del regno facevano la spesa, le lune di Mira correvano da una pagina all'altra del regno, e ogni pagina era felice di accoglierle.
Una luna vale perché tutti si fidano di quella promessa scritta nel libro.
Se hai 12 anni o più
Nel mondo vero, il Gufo è una banca. Il «Libro dei Sì» è il suo bilancio: da una parte il credito (il tuo debito verso la banca), dall'altra il deposito sul tuo conto. I soldi che hai sul conto corrente, e che puoi usare con la carta o con un bonifico, sono quasi tutti nati così, quando qualcuno ha ottenuto un prestito. Lo scrivono le banche centrali, per esempio la Bank of England nel 2014 e la Bundesbank nel 2017.
Il respiro del denaro
Passarono i mesi. Il forno di Mira profumava il villaggio, e ogni sera lei portava al Gufo un pugno di lune.
«Ogni volta che ti restituisco qualcosa» chiese un giorno «che cosa fai?»
«Guarda» disse il Gufo, e con la gomma cancellò una riga a sinistra e una a destra, della stessa misura. Dalle pagine del libro si alzò un piccolo sbuffo argentato, come una bolla di sapone che scoppia. Poi più niente.
«Le lune sono svanite?»
«Sono tornate nel nulla da cui erano uscite. La promessa è stata mantenuta, quindi le lune che la rappresentavano non servono più.»
Mira ci pensò un po'. «Quindi, se tutti restituissero tutto e nessuno chiedesse più niente in prestito…»
«Il regno resterebbe quasi senza lune» finì il Gufo. «Ed è per questo che ne servono sempre di nuove. Il denaro del regno respira: quando qualcuno prende un prestito inspira e nascono lune, quando qualcuno lo restituisce espira e le lune svaniscono.»
Il Gufo non può scrivere quanto vuole
«Allora puoi scrivere tutte le lune che desideri!» esclamò Mira. «Perché non ne scrivi mille miliardi e le regali a tutti?»
Il Gufo rise così forte che gli caddero gli occhiali. «Magari! Ma ci sono delle regole, e per fortuna.»
Regola uno: il Gufo vuole che le promesse vengano mantenute. Se presta a chi non restituirà, perde. Per questo guarda i progetti con attenzione.
Regola due: c'è bisogno di qualcuno che chieda le lune. Se nessuno vuole un prestito, il Gufo può scrivere quanto gli pare, ma il libro rimane vuoto.
Regola tre: i Custodi devono rispettare le leggi del regno, che dicono quanto prudenti devono essere e quanta riserva devono tenere da parte, per i giorni di pioggia.
Regola quattro: c'è la Guardiana della Bilancia. È una signora severa con il cappello a punta che vive nel castello e controlla due cose: che nel regno ci siano abbastanza lune per comprare il pane, e che non ce ne siano troppe.
«Troppe?» chiese Mira. «Come può esserci un problema con troppe lune?»
«Immagina un mercato con cento pani e un milione di lune» spiegò il Gufo. «I venditori si accorgerebbero che tutti hanno tante lune e pochi pani, e farebbero salire i prezzi: un pane a mille lune, poi a diecimila. Questo si chiama inflazione. Le lune ci sono ancora, ma comprano sempre meno.»
Per questo la Guardiana della Bilancia ha un grande potere: può cambiare il prezzo del prestito. Quando le lune sono troppe, lo fa salire, e chiedere in prestito costa di più, quindi se ne chiede meno e nascono meno lune. Quando le lune sono poche, lo abbassa, e chiedere in prestito costa meno.
Se hai 12 anni o più
La Guardiana è la banca centrale: in Europa è la BCE. Il «prezzo del prestito» sono i tassi di interesse. La Bundesbank elenca gli stessi freni del Gufo: la banca deve guadagnare, i clienti devono voler prendere un prestito, ci sono le regole di vigilanza e c'è la banca centrale. Non è un sistema senza regole, ma non è nemmeno quello che ci raccontano di solito a scuola.
Il piccolo grazie
«Ma il Gufo non lavora gratis» disse un giorno il nonno, mentre contava le lune. «Mira ti ha restituito duecento lune, ma anche qualcosa in più, vero?»
Era vero. Oltre alle duecento lune, Mira aveva dato al Gufo un piccolo extra ogni mese: l'interesse, il costo del prestito. Con quel «grazie» il Gufo pagava lo stipendio degli scrivani, la lampada della torre e la penna d'oca, e se ne avanzava una parte la teneva per sé.
Non c'è niente di segreto in questo. Ma c'è una cosa da ricordare: le lune del regno nascono dai prestiti, e i prestiti hanno un costo.
Il Conte Brillante e la strada dei castelli
In quello stesso periodo, nel regno arrivò il Conte Brillante, un signore con un mantello di velluto e un sorriso pieno di denti. Possedeva già dodici castelli.
Andò dal Gufo e chiese un prestito enorme: voleva comprare tutte le case del villaggio, per poi rivenderle più care.
Il Gufo ci pensò. Il Conte aveva già tanti castelli, e un castello è una garanzia: se qualcosa va storto, il Gufo se lo prende. Era un prestito sicuro. Scrisse il sì.
Qualche settimana dopo la sarta Lina, la cugina di Mira, andò dal Gufo con un progetto: un mulino a vento per far girare i telai senza bruciare legna. Il Gufo guardò il progetto, che era bello ma nuovo. Nessuno nel regno aveva mai costruito un mulino così. Poteva funzionare, o no.
«Mi dispiace, Lina» disse, e non gli piacque dirlo. «Non posso scrivere questo sì. Il rischio è troppo alto, e io devo essere sicuro che le lune ritornino.»
Chi riceve per primo le lune nuove, compra prima che i prezzi salgano.
Intanto il Conte comprava casa dopo casa. Poiché le case erano di meno e i compratori di più, i prezzi cominciarono a salire, e i giovani che sognavano una casa piccola con un giardino si trovarono davanti numeri più alti ogni mese.
Chi ci guadagna, davvero?
Quella sera Mira non riusciva a dormire. Si sedette sul tetto del forno con il nonno e ripassò tutto ad alta voce.
«Allora, chi ci guadagna con le lune che nascono dalla penna del Gufo?»
Il nonno si grattò la barba. «Non c'è una sola risposta. Ci guadagna chi prende un prestito per costruire qualcosa di buono, come te con il forno. Ci guadagna il Gufo, che riceve il suo piccolo grazie. Ci guadagna chi ottiene per primo le lune nuove, perché le spende prima che i prezzi salgano. E ci guadagna di più chi ha già tanto, perché ha più garanzie da offrire e riceve più facilmente un sì.»
«E chi ci perde?»
«Chi ha buone idee ma nessuna garanzia, come Lina. E chi arriva tardi, quando i prezzi sono già saliti.»
«Ma allora il Gufo è cattivo?»
«No. Il Gufo segue le regole e fa quello che conviene al suo mestiere: vuole che le promesse vengano mantenute. Il problema non è un cattivo con il mantello nero. Il problema è che nessuno ha deciso, tutti insieme, dove dovrebbero andare le lune nuove: ai castelli o ai mulini, alle case dei ricchi o alle scuole, ai forni o ai magazzini vuoti.»
Mira guardò il cielo, dove splendeva la luna vera. «Quindi il sistema è controllato, ma non da qualcuno che decide per il bene di tutti?»
«È controllato da regole, e le regole le possono cambiare i cittadini, se le conoscono» disse il nonno. «Per questo il segreto peggiore, nel regno, non è che le lune nascano dalla penna. Il segreto peggiore è che quasi nessuno lo sa.»
Se hai 12 anni o più
Anche nel mondo vero il credito tende ad andare dove il rischio per la banca è più basso e il ritorno più prevedibile, per esempio verso gli immobili e verso chi ha già un patrimonio da dare in garanzia. Non è una cospirazione: è un incentivo. Capirlo serve per chiedersi che cosa vorremmo finanziare per primo, come la scuola, l'energia pulita o le case, e che regole servono.
L'inverno delle lune
Un anno arrivò una brutta stagione. Un ricco mercante del porto fallì, poi un altro, e tutti i Custodi cominciarono ad avere paura. «Meglio non scrivere nuovi sì» pensarono. Per mesi nessuno ottenne un prestito, e intanto la gente continuava a restituire quelli vecchi. Le lune svanivano e non ne nascevano di nuove.
Nel regno si cominciò a sentire il freddo. I mercanti vendevano poco, i fornai meno ancora, e le botteghe chiudevano una dopo l'altra. Fu il famoso inverno delle lune.
La Guardiana della Bilancia salì sulla torre più alta e abbassò il prezzo del prestito il più possibile. Ci vollero mesi, ma i Custodi ripresero a dire di sì e le lune ricominciarono a nascere.
La nuova Guardiana
Anni dopo, quando Mira aveva i capelli ancora pieni di farina ma il forno ora aveva tre sedi, il nonno la trovò al tavolo con il Libro dei Sì aperto davanti.
«Che stai facendo?»
«Studio. La Guardiana della Bilancia cerca qualcuno che capisca come funzionano le lune.» Mira sorrise. «Voglio fare in modo che i sì non vadano solo ai castelli, ma anche ai mulini a vento.»
Il Gufo Bartolomeo, ormai molto vecchio, scrisse sull'ultima pagina del suo libro:
Le lune nascono quando qualcuno promette, e svaniscono quando la promessa è mantenuta. Il più bel segreto è saperlo.
E vissero tutti attenti e curiosi, perché chi sa come nascono le lune sa anche fare le domande giuste.
Il vocabolario di Tintinnia
- Prestito
- Quando qualcuno ti dà dei soldi adesso e tu prometti di restituirli dopo.
- Debito
- Quello che devi restituire. Il debito di uno è sempre il credito di qualcun altro.
- Interesse
- Il piccolo «grazie» in più che paghi per avere i soldi subito. È il costo del prestito.
- Inflazione
- Quando i prezzi salgono quasi dappertutto e con la stessa somma compri meno di prima.
- Banca centrale
- La Guardiana della Bilancia: controlla che nel paese ci siano abbastanza soldi, ma non troppi.
- Garanzia
- Qualcosa di tuo, come una casa, che la banca può prendere se non riesci a restituire il prestito.
Adesso tocca a te
- Se i soldi nascono quando qualcuno prende un prestito, che cosa succederebbe se un giorno nessuno volesse più chiedere niente in prestito?
- Il Gufo ha detto sì al Conte Brillante e no a Lina. Tu che cosa avresti fatto al suo posto? Quali domande avresti posto a tutti e due?
- Se potessi decidere dove vanno le prime lune nuove, che cosa vorresti far nascere nel regno? Una scuola, un mulino, un parco, un forno?
- Chiedi a un adulto della tua famiglia: «Tu hai mai chiesto un prestito? Che cosa ci hai costruito?»