Ogni primavera, puntualissime come un orologio celeste, tornano. Attraversano il Sahara, rimontano l'intero Mediterraneo e atterrano — idealmente — sotto lo stesso cornicione da cui erano partite mesi prima. Ma sempre più spesso quel cornicione non c'è più, raschiato via da un ponteggio, ristrutturato senza riguardo, demolito senza pensieri. È in questo spazio, tra il cielo che percorrono da millenni e le facciate che l'uomo trasforma rapidamente, che si gioca oggi la sorte di rondini, rondoni e balestrucci: tre specie affascinanti, utilissime, e silenziosamente in pericolo.
Un reportage che unisce diritto, biologia e cronaca per aiutarvi a capire cosa sta succedendo davvero — e come ciascuno di noi può fare la differenza.
Distruggere un nido è un reato: lo dice la legge
La risposta è netta, e spesso sorprende: sì, rimuovere o distruggere un nido di rondine, rondone o balestruccio è un illecito perseguibile penalmente. Non solo durante la stagione riproduttiva, ma anche in autunno e inverno, quando i nidi sono vuoti: le specie migratorie tendono a tornare nello stesso punto ogni anno, e distruggere il nido equivale a sopprimere un futuro.
Il quadro normativo
- Legge n. 157/1992 — Vieta il prelievo di uova, nidi e piccoli nati su tutto il territorio nazionale.
- Art. 635 del Codice Penale — Punisce il danneggiamento aggravato di beni altrui, applicato anche ai nidi di specie protette.
- Convenzione di Berna (Legge 503/1981) — Classifica rondini, rondoni e balestrucci tra le specie strettamente protette a livello europeo, con sanzioni penali e amministrative.
- Direttiva 2009/147/CE — Vieta il disturbo degli uccelli durante il periodo di nidificazione.
- Delibere comunali "salvarondini" — Numerosi comuni (Roma, Gallarate, Empoli, Belluno…) hanno emanato ordinanze che estendono la protezione tutto l'anno, anche ai cantieri.
A marzo 2026, i Carabinieri Forestali hanno dovuto ricordarlo pubblicamente, intervenendo su un caso in Lombardia: "Nel 2026, per supposta ignoranza, avvengono ancora questi fatti incredibili e intollerabili", ha dichiarato il presidente del WWF Insubria. Chi rimuove nidi occupati rischia un processo per danneggiamento aggravato. L'ignoranza della legge, come sempre, non giustifica.
Cosa fare se si avviano lavori edilizi
Chi gestisce un cantiere deve obbligatoriamente prevedere soluzioni che garantiscano l'integrità dei nidi. Alcune ordinanze comunali impongono che le ristrutturazioni di facciate avvengano solo fuori dal periodo riproduttivo (in genere dal 30 novembre al 15 febbraio), previo parere degli assessorati competenti e con compensazione tramite nidi artificiali.
Il guano, i condomìni e le soluzioni pratiche
Il principale motivo per cui i nidi vengono rimossi non è la malvagità, ma l'esasperazione: il guano sulle carrozzerie, sulle ringhiere, sui balconi. È un problema reale, ma gestibile senza toccare il nido.
Gli adulti di rondine sono uccelli particolarmente puliti: portano i sacchetti fecali fuori dal nido e li scaricano lontano. Il problema si concentra nel periodo in cui i piccoli sono prossimi all'involo, qualche settimana soltanto. La soluzione suggerita dagli esperti è semplice: installare sotto il nido una tavoletta di legno inclinata, a circa 30 cm di distanza dal nido stesso, per raccogliere le feci senza disturbare gli uccelli.
Una singola rondine può eliminare fino a 3.000 insetti al giorno tra mosche, zanzare e simili. Una città di medie dimensioni ospita popolazioni capaci di consumare decine di tonnellate di insetti in un'estate.
— LIPU, Lega Italiana Protezione UccelliLa legge prevede che l'amministratore di condominio abbia una libertà d'azione molto limitata di fronte ai nidi. In caso di dubbio o difficoltà, il primo punto di contatto è la LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), che fornisce consulenza su come gestire la convivenza nel rispetto della normativa. Solo in caso di pericolo reale per la sicurezza o l'igiene — e previo parere della Regione o della Città Metropolitana — è possibile richiedere un'autorizzazione alla rimozione.
Fedeli alla casa: biologia di una migrazione straordinaria
Le rondini sono animali filopatrici: tornano ogni anno nello stesso sito di nidificazione, anche dopo un viaggio di oltre 11.000 chilometri dall'Africa subsahariana. Una coppia può impiegare fino a 1.200 viaggi per costruire il nido di fango. Se lo si distrugge, lo ricostruiranno esattamente nello stesso punto.
Rondine comune
Nidifica in edifici rurali aperti come fienili e stalle. Coda lunga e forcuta, ventre bianco-crema. Costruisce nidi di fango a forma di ciotola aperta, spesso sotto travi o cornicioni. Arriva in aprile, riparte in settembre.
Rondone comune
Completamente scuro, con ali a forma di falce che negli adulti superano la lunghezza della coda. Nidifica nei sottotetti di edifici alti, in fessure e anfratti. Una volta a terra non riesce a riprendere il volo da solo: va sempre soccorso.
Balestruccio
Parente stretto della rondine, con groppone bianco caratteristico. Costruisce nidi chiusi di fango sotto grondaie e cornicioni di edifici urbani. Forma spesso colonie numerose e fedeli allo stesso edificio per decenni.
Guardiani invisibili
Una coppia di rondoni può catturare fino a 20.000 insetti al giorno. In quattro mesi, una piccola colonia urbana elimina tonnellate di zanzare e mosche, svolgendo un servizio ecosistemico che nessun pesticida può replicare senza danni collaterali.
Cosa fare se si trova un rondone a terra
Il rondone è costruito interamente per il volo: ali lunghe e zampe cortissime. Una volta a terra, anche un adulto perfettamente sano non riesce a decollare da solo — le ali, sbattendo sul suolo, si danneggerebbero irreparabilmente. Trovarne uno a terra è sempre un'emergenza.
SOS Guida al soccorso immediato
- Non lasciatelo a terra. Raccoglietelo con cautela, tenendolo sul palmo della mano senza stringerlo.
- Prova di volo (solo per adulti sani). Se l'esemplare è adulto (le ali superano la coda), portatelo in uno spazio aperto e lanciatelo delicatamente verso l'alto: se sta bene, volerà via.
- In caso di insuccesso: riponetelo in una scatola di cartone forata, al buio e al fresco. Niente gabbie a sbarre, che rovinerebbero le penne.
- Idratazione di emergenza. Qualche goccia d'acqua con una siringetta senz'ago può salvare la vita nelle prime ore. Niente latte, niente pane.
- Contattate subito un CRAS. Il Centro Recupero Animali Selvatici più vicino è reperibile sul sito della LIPU (lipu.it). Per i giovani di rondone, il soccorso va fatto sempre, senza aspettare.
La detenzione di fauna selvatica da parte di privati è vietata dalla Legge 157/92, tranne per il tempo strettamente necessario a sottrarla a morte certa. Non cercate di allevarla in casa: solo i CRAS autorizzati possono garantire le cure adeguate e il necessario processo di rilascio in natura.
La crisi silenziosa: perché stanno sparendo
I numeri sono impietosi. Secondo i dati di BirdLife International, la popolazione europea di rondini si è ridotta del 40% rispetto al 1970, con oltre sei milioni di coppie scomparse. In Italia, tra il 2000 e il 2014, il calo è stato del 30%. Eppure la crisi rimane in gran parte invisibile agli occhi di chi non alza lo sguardo verso il cielo.
Le cause sono intrecciate e si rinforzano a vicenda:
L'agricoltura intensiva e i pesticidi. Rondini, rondoni e balestrucci sono insettivori esclusivi. L'uso massiccio di fitofarmaci ha decimato le popolazioni di mosche, zanzare, libellule e altri insetti, riducendo drasticamente la disponibilità di cibo. La scomparsa di siepi, fossi e prati naturali ha ulteriormente ridotto gli habitat di caccia.
L'architettura moderna. Gli edifici contemporanei, con le loro facciate lisce e lineari, offrono pochissimi appigli per la nidificazione. La LIPU ha denunciato come i bonus per la ristrutturazione degli edifici, senza adeguate misure di tutela faunistica, abbiano accelerato la perdita di siti riproduttivi storici.
I cambiamenti climatici. La desertificazione avanza nei quartieri africani di svernamento, le siccità alterano gli itinerari di migrazione, le ondate di calore in Europa riducono le popolazioni di insetti proprio durante il periodo critico dell'allevamento dei pulcini.
Il danno che si determina con il loro declino è doppio: per loro e per noi. Ogni rondone in meno è una zanzara in più, ogni primavera più silenziosa è un ecosistema che si impoverisce.
— LIPU ODV, Delibera SalvarondiniDiverse città italiane hanno risposto con strumenti concreti: Roma ha varato una delibera della Giunta capitolina che impone l'uso di intonaco rugoso sui cornicioni per agevolare la costruzione dei nidi, e prescrive di mantenere le cavità dei coppi aperte durante il rifacimento dei tetti. L'obiettivo è integrare la tutela faunistica nel linguaggio stesso dell'edilizia.
Come aiutare dal proprio balcone
Installare nidi artificiali per rondoni sulle facciate esposte a nord, est o nord-est è uno dei gesti più efficaci. Evitare i pesticidi in giardino, mantenere una piccola vasca d'acqua e non disturbare i nidi esistenti sono azioni alla portata di tutti. Anche segnalare alla LIPU le colonie presenti nel proprio quartiere contribuisce al monitoraggio scientifico nazionale.
























