F
Prima di Bologna, prima di Oxford: l’università più antica del mondo l’ha fondata una donna musulmana
Nell’859, a Fez, Fatima al-Fihri investe l’intera eredità del padre in una moschea che diventerà scuola, biblioteca e infine università. UNESCO e Guinness dei Primati la riconoscono oggi come l’istituzione accademica più antica del mondo ancora attiva — una storia che smonta molti luoghi comuni su chi, nella civiltà islamica, abbia davvero fondato il sapere.
Storia e patrimonio islamico
·
Lettura: 9 min
·
AboutMagazine.it
- Fondazione
- 859 d.C.
- Fondatrice
- Fatima al-Fihri
- Luogo
- Fez, Marocco
- Riconoscimento
- UNESCO · Guinness WR
Chiedete a chiunque, in Europa, quale sia l’università più antica del mondo: la risposta più probabile sarà Bologna, fondata nel 1088. Qualcuno, più informato, citerà Oxford o Parigi. Difficilmente qualcuno risponderà Fez, la città imperiale del Marocco stretta fra le montagne del Rif e quelle del Medio Atlante. Eppure, secondo l’UNESCO e il Guinness dei Primati, è proprio lì, nel cuore della medina più antica del Marocco, che si trova l’istituzione accademica più antica del mondo ancora in attività: l’Università di al-Qarawiyyin, nata nell’859 d.C. E a fondarla — più di due secoli prima che in Europa si scrivesse per la prima volta la parola “universitas” — fu una donna musulmana, Fatima al-Fihri, che vi investì l’intera eredità ricevuta dal padre.
Le origini
Da Kairouan a Fez: chi era Fatima al-Fihri
Fatima bint Muhammad al-Fihriya al-Qurashiyya nacque intorno all’anno 800 a Kairouan, nell’attuale Tunisia, allora fiorente centro religioso e commerciale dell’Ifriqiya abbaside. Ancora bambina si trasferì con la famiglia a Fez, al seguito di una consistente comunità di emigrati qayrawanesi che nel IX secolo si stabilì nella città marocchina in cerca di nuove opportunità. Il padre, Muhammad al-Fihri, vi costruì fortuna come mercante; Fatima e la sorella Maryam ricevettero un’istruzione non scontata per l’epoca, dedicandosi allo studio del fiqh, il diritto islamico, e dell’hadith, la tradizione del Profeta.
Quando il padre morì, le due sorelle ereditarono un patrimonio considerevole. Anziché conservarlo, scelsero di investirlo nella comunità che le aveva accolte: Fatima finanziò la costruzione di una moschea per i qayrawanesi di Fez, da cui il nome al-Qarawiyyin (“degli abitanti di Qayrawan”); Maryam, quasi in parallelo, fece costruire la moschea al-Andalusiyyin per la comunità di origine andalusa, sull’altra sponda del fiume. Fatima è ricordata anche come Umm al-Banin, “madre dei figli” — un epiteto che la tradizione le attribuisce pur non avendo, a quanto risulta, avuto discendenti propri. Morì a Fez attorno all’880.
La fondazione
859 d.C.: una moschea diventa un impero del sapere
Il complesso nacque come luogo di preghiera, ma la funzione educativa si affermò quasi subito: attorno alla sala di preghiera si moltiplicarono le lezioni, prima di sola materia religiosa — Corano, fiqh, hadith — poi via via allargate a grammatica araba, retorica, logica, matematica, astronomia, medicina, chimica, storia e geografia. Nel giro di pochi decenni al-Qarawiyyin si guadagnò la fama di “Atene dell’Islam”, diventando la moschea più grande del continente africano, con una capacità stimata di oltre 20.000 fedeli.
Non fu mai un’accademia di sola teologia: la sua vera eredità è aver reso il sapere una faccenda pubblica, aperta a chiunque fosse disposto a impararla.
Uno degli aneddoti più citati per illustrare il rigore accademico raggiunto dall’istituzione riguarda un diploma del 1207: una commissione di tre docenti rilasciò al medico marocchino Abdellah Bensaleh el-Koutami un attestato — una ijaza, l’antenato della moderna laurea — che ne certificava la competenza in medicina, farmacia e veterinaria. Il documento, vergato su pergamena in calligrafia arabo-andalusa, è considerato da alcuni studiosi la più antica ijaza medica ancora conservata al mondo: la prova che al-Qarawiyyin non si limitava a insegnare, ma certificava formalmente il sapere acquisito — esattamente ciò che, secoli dopo, le università europee avrebbero istituzionalizzato con il titolo accademico.
Gli allievi
Un crocevia fra due civiltà
Per secoli, al-Qarawiyyin fu un nodo di scambio fra il mondo islamico e quello europeo, in un’epoca in cui il flusso di conoscenza tra le due sponde del Mediterraneo andava prevalentemente da sud a nord. Fra i suoi allievi più celebri si contano lo storico e filosofo Ibn Khaldun, spesso definito precursore della moderna sociologia; il mistico Ibn al-Arabi; il filosofo e teologo ebreo Maimonide; il cartografo al-Idrisi, autore di una celebre mappa del Mediterraneo realizzata per il re normanno di Sicilia Ruggero II; e il diplomatico e geografo Leone l’Africano, il cui resoconto dell’Africa settentrionale avrebbe a lungo plasmato lo sguardo europeo sul continente.
Circola spesso anche il nome di papa Silvestro II, a cui si attribuisce l’introduzione delle cifre arabe in Europa dopo un periodo di studio nella regione — un collegamento suggestivo, ma che gli storici considerano più legato, in generale, ai centri di sapere andalusi che specificamente ad al-Qarawiyyin: un promemoria utile di quanto, in questa storia, mito e documentazione tendano a intrecciarsi.
✦
La biblioteca
La biblioteca più antica del mondo — e la donna che l’ha salvata due volte
Annessa al complesso, la biblioteca di al-Qarawiyyin custodisce oggi circa 4.000 fra libri e manoscritti, tra cui un Corano del IX secolo in calligrafia cufica, la Muqaddima autografa di Ibn Khaldun e testi del filosofo Averroè. Per secoli l’accesso fu riservato a pochi studiosi: la sala dei manoscritti restò a lungo protetta da quattro serrature, le cui chiavi erano affidate a quattro persone diverse, tutte necessariamente presenti per aprirla.
All’inizio degli anni Duemila l’edificio versava in condizioni critiche: infiltrazioni d’acqua, umidità incontrollata e crepe minacciavano manoscritti che in alcuni casi risalgono al VII secolo. Nel 2012 il Ministero della Cultura marocchino affidò il restauro all’architetta canadese-marocchina Aziza Chaouni, originaria di Fez. In oltre tre anni di lavori — completati fra il 2016 e il 2017 — Chaouni ha ricostruito le fondamenta, installato un laboratorio di restauro dei manoscritti, un impianto di controllo climatico e persino scoperto un antico canale idrico e una camera segreta un tempo riservata a visitatori di riguardo. Per la prima volta in oltre sei secoli, la biblioteca ha aperto le porte al pubblico: un’architetta ha restaurato ciò che, oltre undici secoli prima, un’altra donna aveva costruito — riportandolo, di fatto, all’intenzione originaria della sua fondatrice.
Cronologia essenziale
Undici secoli in sei tappe
859 d.C.
Fatima al-Fihri fa costruire la moschea al-Qarawiyyin a Fez; la sorella Maryam finanzia, quasi in parallelo, la moschea al-Andalusiyyin.
1207
Una commissione di tre docenti rilascia una delle prime ijaze mediche documentate, antenato della moderna laurea.
Anni 1940
Le prime studentesse — tra cui Fatima al-Kabbaj, futura unica donna nel Consiglio superiore degli ulema del Marocco — vengono ammesse, in un gruppo ristretto di dieci.
1956–1963
Dopo l’indipendenza del Marocco l’accesso femminile si allarga; un decreto reale trasforma formalmente la madrasa in università statale moderna.
2012–2017
Restauro della biblioteca guidato dall’architetta Aziza Chaouni; riapertura al pubblico dopo oltre sei secoli di accesso riservato.
Oggi
UNESCO e Guinness dei Primati la certificano come l’istituzione accademica più antica ancora attiva al mondo.
✦
Il dibattito storiografico
Università o leggenda? Quello che gli storici discutono davvero
Il titolo di “università più antica del mondo” è meno pacifico di quanto i titoli di giornale lascino intendere. La biografia di Fatima al-Fihri poggia su un’unica fonte narrativa, lo storico Ibn Abi Zar, che ne scrisse nel Rawd al-Qirtas quattro secoli dopo i fatti — e che gli storici contemporanei considerano una fonte poco affidabile. Una parte della comunità accademica nota inoltre come la simmetria della vicenda — due sorelle che fondano, nello stesso anno, le due moschee più importanti di Fez — assomigli sospettosamente a un espediente narrativo più che a un dato documentato. A complicare il quadro, un’iscrizione di fondazione in caratteri cufici scoperta durante restauri del Novecento riporta una data diversa, corrispondente all’877: uno scarto che storici come Chafik Benchekroun continuano a discutere, senza che la questione sia oggi definitivamente chiusa.
C’è poi una seconda disputa, più terminologica che fattuale: cosa si intende davvero per “università”? Guinness World Records aggira il problema certificando al-Qarawiyyin come la più antica “istituzione di istruzione superiore”, non come “università” in senso stretto.
La tesi scettica
Molti storici riservano il termine “università” alla universitas medievale europea: una corporazione autonoma di docenti e studenti, dotata di statuti, facoltà e titoli riconosciuti — un modello che a Fez si afferma solo con la riforma statale del 1963. Fino ad allora, sostengono, al-Qarawiyyin ha funzionato come madrasa: una scuola coranica di alto livello, non un’università nel senso istituzionale del termine.
La controtesi
Altri studiosi ribattono che pretendere il modello giuridico europeo come unico metro di giudizio è di per sé un’impostazione eurocentrica. Il sistema della ijaza, spiegano, garantiva da secoli una forma di certificazione del sapere strutturata e riconosciuta in tutto il mondo islamico: negare ad al-Qarawiyyin lo status di università equivale a misurare una civiltà con il righello di un’altra.
Nessuna di queste obiezioni intacca, comunque, il dato su cui UNESCO e Guinness dei Primati concordano senza ambiguità: a prescindere da come la si chiami, si tratta dell’istituzione di istruzione superiore più antica del mondo ancora ininterrottamente in attività — un primato che nessun’altra scuola, europea o islamica, può oggi rivendicare.
Fez, oggi
Al-Qarawiyyin oggi: tradizione e modernità nella medina
Dopo l’indipendenza del Marocco, l’istituto entrò progressivamente nel sistema educativo statale, fino al decreto reale del 1963 che ne sancì la trasformazione in università moderna. Il percorso non fu lineare: dopo il 1975 gli insegnamenti “generali” furono trasferiti alla nuova università Sidi Mohamed Ben Abdellah, mentre al-Qarawiyyin si concentrò sulle scienze religiose islamiche; nel 1988 Hassan II ne ripristinò l’insegnamento tradizionale completo, diritto e teologia inclusi.
L’ammissione, storicamente, richiedeva la memorizzazione integrale del Corano: un requisito oggi non più obbligatorio per tutti i corsi, ma ancora considerato un titolo di merito, specie per gli studi islamici. Il corpo studentesco, un tempo esclusivamente maschile, si è progressivamente aperto: le prime dieci studentesse furono ammesse negli anni Quaranta, ma è solo dopo l’indipendenza del 1956 che l’accesso femminile si consolida pienamente. Oggi le donne rappresentano, secondo le stime più recenti, la maggioranza degli iscritti. La medina di Fez che ospita l’ateneo è a sua volta Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1981, un ulteriore livello di tutela per un luogo che continua a essere, a undici secoli di distanza, un posto dove si studia e si prega ogni giorno.
Una storia che riscrive chi ha inventato il sapere
Che si accetti la definizione stretta di “università” o quella più ampia adottata da UNESCO e Guinness dei Primati, un fatto resiste a ogni revisione: più di 1.150 anni fa, in una città nordafricana, una donna musulmana usò l’eredità del padre — non quella di un califfo, non quella di un re — per costruire un luogo dove chiunque potesse imparare, e chiese in cambio soltanto che le porte restassero aperte.
In un’epoca in cui il dibattito sul ruolo della donna nelle società islamiche viene spesso ridotto a slogan contrapposti, la vicenda di Fatima al-Fihri è un fatto storico scomodo, che resiste alle narrazioni facili in entrambe le direzioni. Vale forse la pena chiedersi cos’altro, nella storia del sapere, sia stato silenziosamente omesso — e chi, oggi, stia costruendo biblioteche di cui non parleremo per altri mille anni.
Fonti e approfondimenti
- UNESCO — riconoscimento dell’Università di al-Qarawiyyin come istituzione di istruzione superiore più antica al mondo
- Guinness World Records — guinnessworldrecords.com
- Encyclopaedia Britannica, voce “Qarawiyyin” — britannica.com
- World History Encyclopedia, “Fatima Al-Fihri and Al-Qarawiyyin University” — worldhistory.org
- Wikipedia (EN/IT), voci “Fatima al-Fihri” e “University of al-Qarawiyyin”
- Hoque, M. N. & Abdullah, M. F. (2021), “The World’s Oldest University and Its Financing Experience: A Study on Al-Qarawiyyin University (859–990)”, Journal of Nusantara Studies, 6(1)
- TED Ideas e Morocco World News — reportage sul restauro della biblioteca guidato dall’architetta Aziza Chaouni (2012–2017)
AboutMagazine.it — Storia & Patrimonio