# La banca svizzera che prospera nelle crisi

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- Published: 2026-08-31T07:44:23+00:00
- Author: Leo Mila

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Finanza alternativa · Svizzera

# WIR: la banca svizzera che _prospera_ nelle crisi

Dal 1934 un franco parallelo — il CHW — permette a decine di migliaia di piccole
e medie imprese elvetiche di scambiarsi beni e servizi senza intaccare la liquidità
in franchi. E la ricerca economica mostra che più l'economia rallenta, più questa
moneta viene usata.

 Lettura · 10 min Aggiornato ad agosto 2026 Economia & finanza complementare

Nel terzo trimestre del 2025 il prodotto interno lordo svizzero si è contratto dello
0,5%, colpito dai nuovi dazi statunitensi del 39% imposti dall'amministrazione Trump
sulle importazioni elvetiche. La Segreteria di Stato dell'economia (SECO) ha rivisto
al ribasso le stime di crescita per il 2025 e il 2026, portandole rispettivamente
all'1,2% e allo 0,8%, mentre il franco forte continua a mettere sotto pressione 
le PMI esportatrici, in particolare nelle regioni di confine come il Ticino. È esattamente
il tipo di scenario — credito bancario che si irrigidisce, liquidità che si fa scarsa,
imprese che faticano a incassare — in cui, da novant'anni, un istituto con sede 
a Basilea osserva puntualmente crescere l'uso della propria moneta parallela.

Si chiama WIR — oggi identificata dal codice ISO CHW — e non è un esperimento teorico,
né una criptovaluta, né una proposta politica ancora da testare. È una moneta complementare
al franco svizzero gestita da una banca cooperativa vigilata dalla FINMA, con bilanci
certificati, circa 50.000 piccole e medie imprese aderenti e, nel 2024, un utile
record di 17,5 milioni di franchi. Per chi si occupa di finanza alternativa cercando
casi concreti anziché utopie, il WIR resta probabilmente l'esempio più longevo e
meglio documentato che esista.

Il pattern osservato dalla ricerca economica

Quando il PIL scende, la domanda di franchi WIR sale

 PIL svizzero (andamento) Domanda di franchi WIR (andamento)

Illustrazione concettuale, non una serie statistica reale: sintetizza in forma grafica
la relazione controciclica documentata dall'economista James Stodder tra PIL svizzero
e transato in franchi WIR nelle fasi recessive (vedi sezione successiva). Il tratteggio
finale segnala che i dati 2025–26 non sono ancora consolidati.

Come funziona

## Due conti, una sola azienda: come funziona davvero il franco WIR

Il meccanismo, in apparenza, è semplice. Ogni impresa aderente alla rete WIR — attiva
soprattutto nei settori dell'edilizia, dell'ospitalità, del commercio al dettaglio
e dei servizi professionali — dispone di un conto in franchi svizzeri ordinari e
di un secondo conto elettronico in CHW, la valuta interna gestita da Bank WIR. Il
franco WIR è agganciato 1:1 al franco svizzero, ma esiste solo in forma elettronica:
non è mai stato stampato né coniato.

Quando due aderenti concludono una transazione, possono regolarla in parte in franchi
e in parte in CHW, riducendo così il fabbisogno di liquidità "vera" necessaria per
completare lo scambio. La differenza cruciale rispetto a un normale conto corrente
è che i saldi in CHW non sono convertibili in contanti: possono essere spesi solo
all'interno della rete, presso altri membri. È proprio questa non convertibilità—
non un dettaglio tecnico, ma il cuore del sistema — a impedire che il WIR diventi
un semplice sostituto del franco, mantenendolo invece un circuito chiuso pensato
per far circolare valore tra le imprese quando la moneta ufficiale scarseggia.

Sui saldi in WIR non maturano interessi; i prestiti erogati in CHW, garantiti dagli
stessi beni delle imprese aderenti, risultano invece tipicamente più economici di
un equivalente finanziamento in franchi. Il credito viene creato quando la banca
eroga un prestito in CHW a un socio e si estingue quando il prestito viene rimborsato:
un sistema di credito mutuale centralizzato, per molti versi assimilabile — come
hanno osservato diversi economisti — al credito commerciale che le aziende si concedono
reciprocamente in ogni economia, semplicemente reso sistemico e gestito da un'unica
istituzione regolamentata.

Le origini

## 1934: nasce dalla Grande Depressione una moneta che doveva morire in fretta

La storia comincia nel pieno della Grande Depressione. Dopo il crollo del 1929, 
molte imprese svizzere, restie a rischiare il proprio capitale, avevano smesso di
investire e sottratto liquidità al mercato, aggravando la stretta creditizia. Nel
1934 l'imprenditore Werner Zimmermann e altri quindici soci fondarono a Basilea 
la Wirtschaftsring-Genossenschaft — la "cooperativa del circolo economico" — dopo
aver osservato, in un viaggio di studio in Danimarca insieme al co-fondatore Paul
Enz, il funzionamento di una cooperativa di credito senza contanti già attiva in
quel Paese.

Il progetto nacque nell'orbita ideologica della "economia libera" teorizzata da 
Silvio Gesell, l'economista tedesco-argentino a cui Keynes dedicò un intero capitolo
della _Teoria generale_. Ricerche archivistiche più recenti, condotte dallo storico
Rolf Schröder, hanno però ridimensionato questa narrazione fondativa, ricollegando
le radici istituzionali del WIR anche ai circoli di scambio senza contanti delle
_Arbeitsgemeinschaften_ tedesche, un modello distinto dalla dottrina geselliana 
in senso stretto.

Nel 1936 la cooperativa ottenne lo status di banca. Da allora il WIR ha attraversato—
pressoché senza interruzioni — la Seconda guerra mondiale, i decenni di prosperità
del dopoguerra, la crisi finanziaria globale del 2008-09 e la pandemia, ampliando
progressivamente la propria offerta fino a diventare, a partire dagli anni Duemila,
una banca retail a tutti gli effetti: oggi Bank WIR ha sede a Basilea e succursali
a Berna, Coira, Losanna, Lugano, Lucerna, San Gallo, Sierre e Zurigo, resta vigilata
dalla FINMA e i depositi della clientela sono protetti da esisuisse fino a 100.000
franchi — pur continuando a gestire, come tratto distintivo delle proprie origini,
la rete CHW.

 1934 Fondazione a Basilea, in piena Depressione

 1936 Ottiene lo status di banca

 2008–09 Crisi finanziaria globale

 2020 Pandemia da Covid-19

 2025–26 Dazi USA e rallentamento svizzero

La ricerca economica

## La scoperta di un economista: perché il WIR cresce quando tutto il resto si ferma

Per decenni il WIR ha attirato poca attenzione accademica. A colmare il vuoto è 
stato soprattutto James Stodder, economista già alla Rensselaer Polytechnic Institute
e poi alla Boston University, che ha dedicato al sistema una serie di studi diventati
il riferimento principale della letteratura sulle monete complementari.

Analizzando i dati delle transazioni WIR dal 1948 al 2003 — e aggiornando successivamente
l'analisi con serie più disaggregate insieme a Bernard Lietaer — Stodder ha mostrato
che il volume degli scambi in CHW si muove in direzione opposta rispetto al PIL 
svizzero: si espande nelle fasi di recessione e si contrae in quelle di crescita,
con un'intensità che nel loro lavoro del 2016 risulta persino superiore a quella
della stessa massa monetaria ufficiale elvetica. Il meccanismo proposto è intuitivo:
quando i franchi scarseggiano, le imprese economizzano la liquidità "vera" spostando
pagamenti e incassi sul circuito CHW.

Il transato in franchi WIR si muove in direzione opposta al ciclo economico svizzero—
più marcato nelle recessioni, più contenuto nelle espansioni.

 — Sintesi dei risultati di J. Stodder e B. Lietaer, _Comparative Economic Studies_,
2016

I due economisti hanno anche isolato due canali distinti: le imprese più grandi 
tendono ad accumulare saldi WIR più ampi durante le fasi recessive, mentre le imprese
più piccole fanno circolare più rapidamente il CHW che già possiedono — un comportamento
che gli autori accostano al credito commerciale ordinario tra aziende, una delle
principali fonti di finanziamento non bancario in qualunque economia sviluppata.
Una prima conferma indiretta era già arrivata nel 1998 dall'economista svizzero 
Thomas Studer, che aveva osservato una correlazione positiva tra la crescita del
credito WIR e quella della massa monetaria ufficiale.

L'implicazione, per Stodder, va oltre il caso svizzero: se una moneta secondaria
è in grado di attenuare misurabilmente gli effetti di una recessione, i modelli 
di politica monetaria che non tengono conto di questi circuiti paralleli rischiano
di sottostimare le leve di stabilizzazione realmente disponibili a un'economia. 
È un'intuizione che ha attraversato l'Atlantico: l'economista Dimitri Papadimitriou,
del Levy Economics Institute, l'ha ripresa esplicitamente indicando nel WIR — il
sistema di moneta complementare più longevo e più economicamente rilevante ancora
in attività — un possibile modello di riferimento per la Grecia durante la crisi
del debito sovrano.

I conti in regola

## I conti del 2025: utili record mentre la Svizzera rallenta

 1934 Anno di fondazione della Wirtschaftsring-Genossenschaft, oggi Bank WIR

 CHF 17,5 mln Utile record 2024, +9% sul 2023

 CHF 6,6 mld Totale di bilancio a fine 2024, +6,3%

 ~50.000 PMI svizzere aderenti alla rete CHW

I numeri più recenti di Bank WIR raccontano un'istituzione in salute proprio mentre
l'economia elvetica perde slancio. Nel 2024 la banca ha chiuso l'esercizio con un
utile record di 17,5 milioni di franchi, in crescita di oltre il 9% sull'anno precedente,
mentre il totale di bilancio ha superato per la prima volta i 6,6 miliardi di franchi(
+6,3%) e il portafoglio ipotecario è salito a 4,9 miliardi. Il CEO Bruno Stiegeler
e il CFO Mathias Thurneysen hanno attribuito i risultati a una politica del rischio
prudente e a una crescita qualitativa del credito. Nel primo semestre 2025 l'utile
si è attestato a 13,4 milioni di franchi, ancora in aumento, mentre il volume combinato
di prestiti e degli investimenti gestiti tramite VIAC, la piattaforma di risparmio
previdenziale del gruppo, ha superato i 5 miliardi.

Questi risultati arrivano mentre, come detto, il resto dell'economia svizzera rallenta
sensibilmente: dopo un secondo trimestre 2025 di sostanziale stagnazione (+0,1%),
il PIL si è contratto dello 0,5% nel terzo trimestre, colpito dai dazi statunitensi
del 39% introdotti in agosto — cui si è aggiunto, nel febbraio 2026, un ulteriore
dazio suppletivo del 10% ai sensi della Sezione 122 del Trade Act. È esattamente
il tipo di contesto in cui, storicamente, la domanda di franchi WIR tende a intensificarsi
secondo la letteratura di Stodder: un test in tempo reale della tesi controciclica,
i cui effetti specifici sul transato CHW del 2025-26 non risultano ancora resi pubblici
in forma disaggregata da Bank WIR al momento della pubblicazione di questo articolo.

Le voci critiche

## Il rovescio della medaglia: cosa dicono i critici

Non tutti gli economisti guardano al WIR con lo stesso entusiasmo. Una rilettura
critica pubblicata nel 2022 dallo storico ed economista Rolf Schröder ridimensiona
in parte la narrazione idealizzata del sistema. Sul piano storico, come accennato,
Schröder ricolloca le origini del WIR in un contesto ideologico più ambivalente 
di quello gesselliano puro spesso raccontato. Sul piano economico, riprende un'osservazione
già formulata dallo stesso Thomas Studer nel 2006: il transato generato all'interno
del circuito WIR avviene, almeno in parte, a scapito di chi ne resta fuori — non
rappresenta cioè necessariamente ricchezza aggiuntiva netta per l'economia svizzera
nel suo complesso, quanto piuttosto una redistribuzione di transazioni che, in assenza
del WIR, sarebbero comunque avvenute con fornitori non aderenti alla rete.

Il turnover generato all'interno del circuito avviene, in una certa misura, a scapito
di chi ne resta fuori.

 — Sintesi dell'osservazione di T. Studer (2006), ripresa criticamente da R. Schröder(
2022)

Schröder documenta anche pratiche opportunistiche non previste dal regolamento della
rete: alberghi che, in bassa stagione, scaricano camere altrimenti invendute a prezzo
pieno in CHW pur di generare valore da una capacità che rimarrebbe inutilizzata —
una prassi tecnicamente in contrasto con le condizioni di adesione, ma che la stampa
svizzera ha documentato come ricorrente.

Restano aperte, più in generale, due criticità strutturali che riguardano tutte 
le monete complementari e non solo il WIR. La prima è normativa: come rileva un'analisi
pubblicata nel 2025, il quadro giuridico resta frammentato — l'Unione europea non
ha mai regolamentato specificamente le valute complementari, limitandosi a escluderle,
con la quinta direttiva antiriciclaggio, dalla definizione di "valuta virtuale" 
quando circolano su scala ridotta, senza però offrire un impianto di tutele positive
per chi vi aderisce. La seconda riguarda il rischio di autoreferenzialità: se una
moneta complementare viene presentata come alternativa frontale alla valuta ufficiale
anziché come reale complemento, il rischio — segnalato dalla Fondazione Finanza 
Etica nei propri materiali divulgativi — è che il circuito si trasformi in una comunità
chiusa e impermeabile, economicamente e socialmente, finendo per indebolire anziché
rafforzare l'integrazione con l'economia reale del territorio. Lo stesso Stodder,
del resto, riconosce nei suoi lavori che il sistema ha attraversato in passato episodi
di eccessiva "inflazione creditizia" interna, quando gli affidamenti concessi dalla
banca si sono allentati oltre misura — un rischio che Bank WIR dichiara oggi di 
contenere attraverso limiti di fido più prudenti.

L'eco italiana

## Da Basilea a Serramanna: l'eredità del WIR arriva in Sardegna

Il modello svizzero non è rimasto un caso isolato. Nel gennaio 2010, a Serramanna,
in provincia di Cagliari, cinque neolaureati sardi rientrati in Italia dopo esperienze
di studio e lavoro all'estero fondarono Sardex, studiando esplicitamente il funzionamento
del WIR per adattarlo alle piccole imprese sarde, allora strette dalla crisi creditizia
post-2008. Il meccanismo replica l'impianto svizzero nella sostanza: ogni impresa
aderente mette a garanzia un plafond di beni e servizi, riceve in cambio una linea
di credito Sardex a interesse zero — l'equivalente di un fido — e la utilizza per
acquistare da altre aziende della rete, saldando poi il proprio debito vendendo 
a propria volta beni e servizi all'interno del circuito. Per convenzione, un Sardex
vale un euro e, come i saldi in CHW, non è convertibile in contanti.

Da un nucleo di un centinaio di soci fondatori e circa 100.000 crediti scambiati
nel 2010, la rete si è estesa ben oltre la Sardegna, arrivando in Lombardia, Veneto,
Piemonte, Emilia-Romagna e, più di recente, in Friuli Venezia Giulia, fino a raggiungere
circa 100 milioni di crediti transati nel 2015. Nel 2017 un accordo con Banca Etica
ha aperto alle imprese della rete un canale preferenziale di accesso al credito 
bancario tradizionale e al microcredito. Oggi, operativa come piattaforma SardexPay,
la rete conta secondo i dati più recenti diffusi dalla società circa 7.000 PMI aderenti,
per un transato stimato in circa 600 milioni di euro in beni e servizi scambiati.

Caratteristica

Bank WIR (Svizzera)

SardexPay (Italia)

Anno di fondazione

**1934**

**2010**

Natura giuridica

Banca cooperativa vigilata dalla FINMA

Piattaforma fintech privata di credito mutuale

PMI aderenti (stime più recenti)

~50.000

~7.000

Diffusione

Nazionale svizzera

Multiregionale italiana

Resta una differenza strutturale che vale la pena sottolineare: Bank WIR è una banca
cooperativa a pieno titolo, sottoposta alla vigilanza prudenziale della FINMA e 
dotata di un proprio bilancio certificato; Sardex opera invece come piattaforma 
fintech privata di credito mutuale, priva di licenza bancaria. Le due esperienze
condividono però lo stesso principio fondativo: mantenere in circolo il credito 
tra piccole imprese proprio nei momenti in cui il sistema bancario tradizionale 
tende a chiuderlo.

Per chiudere

## Un'utopia con il bilancio in regola

Né Bank WIR né gli economisti che ne hanno studiato il funzionamento presentano 
il CHW come un sostituto del franco, tantomeno come una dichiarazione ideologica
contro la moneta ufficiale: nella comunicazione della banca prevale un linguaggio
quasi amministrativo, quello di uno strumento per mantenere il credito disponibile
alle PMI svizzere. Eppure sono proprio novant'anni di continuità operativa, una 
licenza bancaria vigilata, bilanci certificati e conferme empiriche ripetute nel
tempo a rendere il WIR, con ogni probabilità, il caso più rigorosamente testato 
dell'intera letteratura sulla finanza alternativa — proprio perché non è mai stato
concepito come una dichiarazione di principio, e proprio perché ha attraversato 
recessioni reali, non simulazioni.

Se quel modello sia replicabile al di fuori della cultura cooperativa svizzera, 
o al di là dello scambio B2B tra piccole imprese, resta una domanda aperta e legittima—
la stessa a cui, dalla Sardegna alla Lombardia, esperienze come Sardex hanno già
iniziato a dare una propria risposta parziale. Mentre banche centrali e governi 
si confrontano con una politica commerciale globale sempre più frammentata e con
gli strascichi di oltre un decennio di tassi vicini allo zero, il WIR offre qualcosa
di più raro di una teoria: un registro contabile verificabile, aggiornato ogni anno
da novant'anni.

Per chi si occupa di finanza alternativa, forse la domanda giusta non è più se un
meccanismo simile sia immaginabile altrove — ma cosa servirebbe, altrove, perché
funzionasse altrettanto bene.

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### Fonti principali

 1.  Wikipedia, voci "WIR Bank" e "Banca WIR"
 2.  Bank WIR, comunicato "Bank WIR erreicht 2024 neue Bestmarken", 7 febbraio 2025,
     e pagine investor relations su wir.ch
 3.  J. Stodder, "Complementary credit networks and macro-economic stability: Switzerland's
     Wirtschaftsring", _Journal of Economic Behavior & Organization_, 2009
 4.  J. Stodder, B. Lietaer, "The Macro-Stability of Swiss WIR-Bank Credits: Balance,
     Velocity, and Leverage", _Comparative Economic Studies_, 2016
 5.  R. F. H. Schröder, "New Evidence about the Swiss Wirtschaftsring (WIR): An Example
     of the Deficits of Conceptual Frameworks in Complementary Currency Research", 
     2022
 6.  D. B. Papadimitriou, "Complementary Currencies and Economic Stability", Levy Economics
     Institute
 7.  Segreteria di Stato dell'economia (SECO); RSI — dati su PIL svizzero e dazi USA,
     2025-2026
 8.  Lentepubblica.it, "Tutto ciò che serve sapere sulle monete complementari", 2025
 9.  Fondazione Finanza Etica, dossier "Le monete complementari"
 10. Regione Lombardia, "Sistemi di valuta complementare"; Altreconomia, "Il cammino
     di Sardex, la moneta sociale complementare"
 11. SardexPay — dati aziendali ufficiali
