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01 bellissima donna in mare

Dalla Liquirizia al cappellino bagnato

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Dalla liquirizia al cappellino bagnato: i trucchi salvavita degli esperti | About
Cronaca & Società
Estate 2026 · Terza ondata di calore

Dalla liquirizia al cappellino bagnato: i piccoli trucchi salvavita degli esperti

Mentre l'anticiclone africano tiene l'Italia sopra i 40 gradi, tra decaloghi ministeriali e rimedi tramandati da nonne, sportivi e farmacisti, la scienza spiega quali "trucchi della nonna" funzionano davvero — e quali restano solo suggestione.

L'Italia sta attraversando quella che i meteorologi hanno già battezzato la terza ondata di calore dell'estate: l'anticiclone subtropicale africano, risalito dal Nord Africa, continua a spingere le temperature oltre i 40 gradi in diverse regioni, con notti tropicali che non concedono tregua nemmeno al buio. I modelli indicano che l'alta pressione resterà sull'Italia almeno fino al 18-20 luglio, con la Sardegna e le zone interne del Centro-Sud che nei giorni scorsi hanno toccato punte di 41-42 gradi.

Non è un'anomalia isolata. Gli osservatori climatici avvertono che il Mediterraneo, riscaldato oltre la norma, sta prolungando la durata di questi eventi e alimentando fenomeni estremi nel momento in cui l'aria calda si scontra con i primi fronti più freschi in arrivo da nord — un meccanismo che negli ultimi anni ha già prodotto grandinate e nubifragi improvvisi subito dopo i picchi di caldo più intensi.

In questo scenario, il Ministero della Salute ha riattivato per il 2026 la campagna "Proteggiamoci dal caldo", con bollettini quotidiani su 27 città italiane e un sistema di allerta a quattro livelli, dallo 0 (nessun rischio) al 3, che segnala condizioni di emergenza sanitaria anche per la popolazione sana. Ma accanto alle raccomandazioni ufficiali, sopravvive un repertorio di piccoli gesti — alcuni con basi fisiologiche solide, altri più aneddotici — che esperti di climatologia, medicina dello sport e farmacologia continuano a consigliare.

SOLE · 40°C+ OMBRA · RISTORO
Il filo conduttore dei trucchi che funzionano: spostare calore dal corpo verso l'esterno, non semplicemente "sentirsi freschi".

01Il decalogo ufficiale, prima di tutto

Prima dei rimedi popolari viene la base: il Ministero della Salute ribadisce da settimane le stesse regole, valide per chiunque, non solo per le categorie fragili. Evitare l'esposizione diretta al sole tra le 11 e le 18, quando il caldo raggiunge i livelli più alti; scegliere abiti leggeri, chiari e in fibre naturali, che disperdono meglio il calore rispetto ai sintetici; bere prima di avere sete, perché la sete stessa è già un segnale di disidratazione in corso; non lasciare mai bambini o animali in auto, nemmeno per pochi minuti; e monitorare quotidianamente i bollettini locali, soprattutto per chi assiste persone anziane o con patologie croniche.

Il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, Filippo Anelli, ha sottolineato in questi giorni come le ondate di calore siano associate a un aumento misurabile della mortalità, e come diventi cruciale il ruolo dei medici di territorio nel monitorare i pazienti più fragili e la corretta assunzione delle terapie croniche durante i giorni più critici.

02I trucchi degli esperti, uno per uno

Accanto al decalogo istituzionale, c'è un secondo livello di consigli, più minuti e specifici, che arrivano da chi il caldo lo affronta per mestiere: maratoneti, medici dello sport, farmacisti ed erboristi. Non sono in contraddizione con le regole ufficiali, ma le raffinano.

Il cappellino bagnato

Tra i trucchi più citati dagli allenatori di corsa su lunga distanza: inzuppare il cappellino prima di indossarlo, o versarvi sopra dell'acqua durante il percorso. La testa è una delle zone che disperde più calore corporeo, e raffreddarla con l'evaporazione dell'acqua trattenuta nel tessuto aiuta a contenere la temperatura interna generale, non solo quella locale.

Funziona per: chi sta all'aperto o fa sport nelle ore calde.

Il panno bagnato su polsi e collo

Stesso principio, applicato ai punti dove i vasi sanguigni sono più superficiali: polsi, collo, tempie, cavo del gomito. Raffreddare queste zone abbassa più rapidamente la temperatura del sangue che le attraversa, con un effetto percepito quasi immediato rispetto a una doccia fredda su tutto il corpo.

Funziona per: sollievo rapido in ufficio, in auto, in coda.

La liquirizia, ma solo per chi cala di pressione

È forse il rimedio più "da nonna" della lista, e anche il più frainteso. La liquirizia pura, grazie alla glicirrizina che contiene, tende ad alzare la pressione sanguigna: un aiuto reale per chi soffre di cali pressori tipici delle giornate più calde, spossatezza compresa. Non è però un rimedio universale contro il caldo in sé, e va evitata da chi soffre di ipertensione, da chi assume alcuni farmaci e in gravidanza, oltre a non dover superare pochi grammi al giorno.

Attenzione: controindicata per ipertesi e in gravidanza.

Bere anche senza sete, ma non solo acqua

Chi trascorre ore all'aperto con temperature elevate dovrebbe reintegrare non solo i liquidi ma anche gli elettroliti persi con la sudorazione, secondo quanto indicato da esperti di idratazione legati a osservatori scientifici del settore. Il consiglio pratico: alternare acqua e bevande capaci di reintegrare i sali minerali, evitando alcolici, bevande molto zuccherate e caffeina, che favoriscono la disidratazione.

Funziona per: chi suda molto, lavora o fa sport all'aperto.

La doccia fresca (non gelata) prima di dormire

Un getto d'acqua fresca, non fredda, la sera aiuta ad abbassare la temperatura corporea prima del sonno, uno dei momenti più critici nelle notti tropicali in cui i termometri non scendono sotto i 24-26 gradi nei centri urbani. L'acqua troppo fredda o l'alcol sulla pelle, invece, sono sconsigliati: possono causare uno sbalzo termico brusco e, in alcuni casi, effetti opposti a quelli desiderati.

Da evitare: acqua gelata o alcol sulla pelle come "scorciatoia".

La bottiglia ghiacciata sotto le lenzuola

Un trucco casalingo tornato virale ogni estate: avvolgere in un panno sottile una bottiglia d'acqua raffreddata in freezer e posizionarla ai piedi del letto o vicino ai polpacci, zone dove il raffreddamento del sangue circolante aiuta a percepire fresco l'intero corpo, con un effetto più duraturo di un ventilatore puntato addosso.

Funziona per: notti tropicali senza climatizzatore.

Durante le ondate di calore diventa fondamentale l'azione svolta dai professionisti sul territorio: per chi ha patologie croniche, contattare il proprio medico serve soprattutto a monitorare correttamente l'uso dei farmaci abituali. Filippo Anelli — Presidente FNOMCeO

03Il sistema dei bollini, spiegato

I bollettini del Ministero della Salute, elaborati dal Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, classificano il rischio in quattro livelli. È lo stesso linguaggio a colori che si sente ogni sera al telegiornale, ma che in pochi sanno leggere davvero.

Livello 1 — Giallo

Condizioni meteo pre-allerta. Rischio concentrato sulle persone già fragili o malate.

Livello 2 — Arancione

Condizioni a rischio più elevato. Attenzione anche per chi lavora all'aperto.

Livello 3 — Rosso

Ondata di calore conclamata. Rischio anche per la popolazione sana e attiva.

04Quando i trucchi non bastano più

Nessuno di questi accorgimenti sostituisce l'attenzione ai segnali del corpo. Il colpo di calore — la forma più grave di ipertermia legata alle alte temperature — può insorgere non solo sotto il sole diretto, ma anche in ambienti chiusi, caldi e poco ventilati, quando l'organismo perde la capacità di regolare la propria temperatura interna.

Riconoscere il colpo di calore

Rivolgersi subito a un medico o chiamare il 118 in presenza di questi segnali, soprattutto in persone anziane, bambini piccoli o persone con patologie croniche:

  • Temperatura corporea molto elevata e pelle calda e arrossata
  • Mal di testa intenso, confusione o disorientamento improvviso
  • Nausea, debolezza marcata o perdita di coscienza

Nell'attesa dei soccorsi: spostare la persona in un luogo fresco e ventilato, raffreddarla con panni bagnati o una doccia tiepida (mai acqua gelata), e sollevarle le gambe se è distesa.

Numero di pubblica utilità Ministero della Salute · 1500

05Quello che resta, dopo il picco

Verso il 18 luglio, secondo le previsioni più recenti, un fronte temporalesco in discesa dal Nord Europa dovrebbe portare un primo, parziale sollievo alle regioni settentrionali — accompagnato però dal rischio di grandinate e nubifragi improvvisi, l'altra faccia di un'aria che si è accumulata calda e carica di energia per giorni. Gli esperti restano cauti sul dopo: più che una svolta stagionale, si attende un cedimento temporaneo, in un'estate che gli osservatori climatici descrivono ormai come strutturalmente più lunga e più calda della media storica.

Fino ad allora, tra un bollettino e l'altro, restano validi tanto il decalogo ufficiale quanto i piccoli gesti tramandati da chi il caldo lo studia o lo corre: nessun trucco è magico, ma messi insieme — ombra, acqua, sale, buon senso — fanno davvero la differenza tra una giornata scomoda e un'emergenza.


Fonti e approfondimenti

  • Ministero della Salute — Campagna 2026 "Proteggiamoci dal caldo", 10 consigli utili e bollettini ondate di calore
  • ANSA Terra&Poli — Ondata di calore, l'Italia nella traiettoria dell'anticiclone (13 luglio 2026)
  • Comune di Napoli — Avviso ondate di calore, bollettino 15-17 luglio 2026
  • LaPresse Salute — Caldo estremo in arrivo sull'Italia: la configurazione a Omega e i consigli dei medici
  • Runlovers — Tre trucchi dell'esperto per correre con il caldo estremo
  • SapereSalute / Non Sprecare — Liquirizia: proprietà, benefici e controindicazioni
  • Ente Mutuo Regionale Assistenza Sanitaria — Colpi di calore: sintomi, rischi e prevenzione
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