# Chi possiede il futuro del denaro?

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- Published: 2026-10-19T07:33:56+00:00
- Author: Leo Mila

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Geofinanza, inchiesta in cinque domande

# Chi possiede il futuro del denaro?

Chi emette, chi decide, chi profitta, chi resta fuori, quali alternative funzionano
davvero. Un’inchiesta senza tifo tra euro digitale, stablecoin, circuiti di pagamento
e monete dal basso.

Redazione About Magazine15 ottobre 2026Lettura: 16 minuti

97%

del denaro in mano al pubblico britannico è deposito bancario, non contante.

Bank of England, 2014

1,3 mld €

il costo di sviluppo stimato dell’euro digitale fino alla prima emissione.

BCE, 30 ottobre 2025

61%

dei pagamenti con carta nell’area euro passava da circuiti internazionali nel 2022.

BCE, indagine SPACE

1,3 mld

gli adulti nel mondo che ancora non hanno un conto.

Banca Mondiale, Global Findex 2025

Il 9 luglio 2026, a Strasburgo, 416 eurodeputati hanno votato a favore del mandato
negoziale sull’euro digitale, 169 contro, 22 si sono astenuti. Otto mesi prima, 
il 30 ottobre 2025, il Consiglio direttivo della BCE aveva deciso a Firenze di passare
alla fase successiva del progetto, stimando in circa 1,3 miliardi di euro i costi
di sviluppo fino alla prima emissione. Poco più di due mesi dopo il voto, il 21 
settembre 2026, l’Eurosistema ha avviato Pontes, il servizio che permette di regolare
titoli tokenizzati in moneta di banca centrale.

Sono tre pezzi dello stesso puzzle e quasi nessuno li guarda insieme. Il dibattito
pubblico sul denaro del futuro si è ridotto a un duello da tifoseria. Da una parte
chi vede nell’euro digitale la prova generale di una sorveglianza di massa; dall’altra
chi lo presenta come lo scudo della sovranità europea. Entrambe le tesi hanno argomenti
seri. Nessuna delle due risponde però alla domanda che conta: chi, concretamente,
possiede il denaro? Cioè chi lo crea, chi ne scrive le regole, chi ne incassa la
rendita, chi decide se puoi usarlo.

La tesi di questa inchiesta va controcorrente rispetto a entrambi i campi. Il futuro
del denaro non si gioca soprattutto sulla moneta, ma sui binari che la fanno viaggiare.
Chi crea il denaro e chi lo fa circolare sono quasi sempre soggetti diversi, e il
potere, insieme al profitto, sta quasi sempre nel secondo.

### Come abbiamo lavorato

Abbiamo costruito il quadro su fonti primarie (BCE, Banca d’Italia, Bank of England,
Banca dei regolamenti internazionali, Banca Mondiale, banche centrali di Brasile
e Cina) e le abbiamo incrociate con la stampa specializzata. Ogni cifra ha la sua
data. Dove le fonti usano metodi diversi, lo diciamo. I fatti sono tenuti distinti
dalle nostre valutazioni, che sono segnalate come tali. L’elenco completo è in fondo.

## Prima domandaChi emette: il denaro che usi non lo ha stampato lo Stato

Chiedete a un passante chi crea l’euro e risponderà: la BCE. È vero soltanto per
la parte più piccola. In un articolo del 2014 diventato un riferimento, la Bank 
of England ha spiegato che nel Regno Unito il 97% del denaro detenuto dal pubblico
è sotto forma di depositi bancari e non di contante. Quei depositi nascono soprattutto
quando una banca concede un prestito: la banca non presta i risparmi altrui né moltiplica
meccanicamente la moneta della banca centrale, ma accredita sul conto del cliente
un deposito nuovo. I dettagli quantitativi cambiano da un’area monetaria all’altra;
il meccanismo, nella sostanza, è lo stesso nell’area euro.

Ne discende un fatto scomodo per entrambe le tifoserie. Il denaro è già, nella sua
parte preponderante, un prodotto privato, emesso da imprese bancarie sotto regole
pubbliche. Chi teme che l’euro digitale «statalizzi» il denaro parte da una premessa
incompleta. Lo stesso vale per chi lo presenta come la riconquista pubblica della
moneta. L’euro digitale sarebbe una forma di moneta della banca centrale utilizzabile
in rete da chiunque, come oggi lo sono solo le banconote: un affiancamento, non 
un sostituto dei depositi. «Un euro resterà sempre un euro», ha scritto Fabio Panetta,
allora nel Comitato esecutivo della BCE. La promessa è che l’euro digitale valga
quanto quello di carta o di conto.

La banca centrale non governa questo processo con la stampante, ma con il prezzo
del denaro, cioè con i tassi. E non ne ricava una miniera d’oro automatica. Il bilancio
della BCE lo mostra: dopo 25,3 miliardi di utili tra il 2005 e il 2021, il 2024 
si è chiuso con una perdita di 7,944 miliardi e il 2025 con una perdita di 1,254
miliardi, perché l’aumento dei tassi ha fatto lievitare gli interessi pagati sulle
passività. Esiste il signoraggio, il reddito che deriva dall’emettere moneta, ma
la stessa BCE avverte che il suo compito non è fare utili e che le perdite non ne
compromettono l’operatività.

### Il terzo emittente: i gettoni dei privati

Da qualche anno si è affacciato un nuovo emittente: le imprese che creano gettoni
digitali agganciati a una valuta, le stablecoin. Secondo DefiLlama, a inizio luglio
2026 il comparto valeva circa 311 miliardi di dollari. Tether ne pesava circa 184,
quasi il 60%, e USDC di Circle circa 75. L’euro è un’appendice: la stablecoin in
euro EURC vale circa 433 milioni di dollari.

Capitalizzazione delle principali stablecoin, luglio 2026 (miliardi di dollari)

Tether (USDT), agganciata al dollaro

**≈ 184**

Circle (USDC), agganciata al dollaro

**≈ 75**

Circle (EURC), agganciata all’euro

**≈ 0,43**

Fonte: DefiLlama, via Money.it, 17 luglio 2026. Le barre sono proporzionali; quella
dell’euro è quasi invisibile, ed è il dato.

Il quadro ha una sfumatura che di solito si perde. Per capitalizzazione domina Tether;
per uso la classifica cambia. Secondo dati Visa del primo semestre 2026 riportati
da Money.it, USDC pesa circa il 70% del volume «aggiustato» delle transazioni in
stablecoin, contro circa il 25% di USDT. Quanto denaro «esiste» e quanto ne circola
davvero sono due domande diverse, e confonderle è il modo più rapido per sbagliare
l’analisi.

Anche le regole divergono. Il GENIUS Act, firmato negli Stati Uniti il 18 luglio
2025, vieta tra l’altro di pagare interessi ai detentori di stablecoin di pagamento.
In Europa il regolamento MiCA ha chiuso il proprio periodo transitorio il 1° luglio
2026. Secondo diverse analisi legali, tra i due regimi non c’è riconoscimento reciproco:
un emittente che opera su entrambe le sponde deve gestire riserve diverse.

La Banca dei regolamenti internazionali è severa. Nel rapporto annuale pubblicato
il 28 giugno 2026 sostiene che le stablecoin attuali non superano il test del denaro
su quattro punti: unicità, elasticità, interoperabilità, integrità. L’economista
Hyun Song Shin aveva sintetizzato un anno prima il primo criterio dicendo che l’unicità
del denaro «o ce l’hai o non ce l’hai». La BIS propone un «registro unificato» in
cui far convivere moneta bancaria tokenizzata e moneta di banca centrale, e avverte
del rischio di «dollarizzazione da stablecoin» nelle economie emergenti. Le voci
favorevoli rispondono che le stablecoin regolate sono un’infrastruttura di pagamento
utile; analisti di JPMorgan hanno indicato USDC, per la trasparenza sulle riserve
e la conformità a MiCA, come scelta naturale per gli operatori vigilati.

L’emissione è meno concentrata di quanto si creda e meno pubblica di quanto si racconti.
Valutazione della redazione

## Seconda domandaChi decide: tre tavoli, nessun sovrano

Sull’euro digitale la catena decisionale è più stretta di quanto sembri. La BCE 
può decidere se emetterlo solo dopo che Parlamento europeo e Consiglio avranno adottato
il regolamento: l’ha scritto nel comunicato del 30 ottobre 2025 e lo ribadisce il
Consiglio UE. Oggi l’euro digitale non esiste; esiste un cantiere legislativo e 
un cantiere tecnico, che procedono in parallelo.

 1.  Novembre 2023L’Eurosistema avvia la fase preparatoria.
 2.  30 ottobre 2025Il Consiglio direttivo BCE passa alla fase successiva: costi stimati
     intorno a 1,3 miliardi fino alla prima emissione, attesa nel 2029 se la legge 
     arriva nel 2026.
 3.  19 dicembre 2025Il Consiglio UE adotta la sua posizione negoziale: euro digitale
     online e offline, limiti alla detenzione, servizi di base gratuiti per i consumatori.
 4.  9 luglio 2026Il Parlamento europeo approva il mandato negoziale: 416 sì, 169 no,
     22 astenuti. Relatore: Fernando Navarrete Rojas (PPE).
 5.  13 luglio 2026Primo incontro politico del trilogo tra Parlamento, Consiglio e 
     Commissione.
 6.  21 settembre 2026Parte Pontes, il servizio all’ingrosso per regolare asset tokenizzati
     in moneta di banca centrale.
 7.  Fine 2026Obiettivo dichiarato della presidenza irlandese: chiudere il testo.
 8.  Metà 2027Possibile avvio del progetto pilota, a legge adottata.
 9.  2029Prima emissione possibile, se tutto procede e se la BCE deciderà di emettere.

Nel trilogo i nodi aperti sono pochi ma pesanti, e vale la pena nominarli perché
è lì che si decide la natura dello strumento.

 Dove Parlamento e Consiglio si differenziano | Punto | Parlamento europeo | Consiglio UE | 
  | Modalità offline | Obbligatoria. | Obbligatoria; il pagatore deve poter scegliere tra online e offline dove l’accettazione è obbligatoria. | 
 | Imprese come detentori | Divieto quasi totale di detenzione per le persone giuridiche; incassi da trasferire entro 24 ore. | La decisione sui limiti per le imprese resterebbe alla BCE. | 
 | Commissioni agli intermediari | Tetti alle commissioni sugli esercenti, importo da negoziare. | Periodo transitorio; poi tetti fissati sui costi effettivi. Servizi di base gratuiti per i consumatori. | 
 | Limite di detenzione | Non ancora fissato. I «3.000 euro» che si leggono ovunque sono un’ipotesi della BCE, non una norma. |

Fonti: Consiglio UE e BCE; Pmi.it e Pagamentidigitali.it sulla posizione del Parlamento;
sintesi comparativa secondaria. I testi possono cambiare nel trilogo.

Dall’altra parte dell’Atlantico la logica è opposta. Un ordine esecutivo della presidenza
Trump osteggia già il progetto di una moneta digitale della Fed, e la legge punta
a renderlo permanente. L’Anti-CBDC Surveillance State Act, approvato dalla Camera
il 17 luglio 2025, vieta alla Fed di emettere direttamente o indirettamente una 
moneta digitale al dettaglio; il 29 aprile 2026 il suo testo è stato agganciato 
a un altro provvedimento ed è atteso al Senato. Al giugno 2026 non era legge. Il
suo promotore, il deputato Tom Emmer, lo difende come argine contro uno strumento
che a suo giudizio permetterebbe di sorvegliare le transazioni e di colpire attività
politicamente sgradite. Il risultato di insieme è una divisione del lavoro: niente
moneta pubblica digitale al dettaglio, ma gettoni privati in dollari, regolati per
legge dal GENIUS Act.

La Cina fa un’altra scelta ancora. Secondo i dati della Banca centrale cinese, a
novembre 2025 lo yuan digitale aveva totalizzato 3,48 miliardi di transazioni per
16,7 trilioni di yuan. Dal 1° gennaio 2026 i saldi nei portafogli con identità verificata
maturano interessi e sono trattati come passività delle banche commerciali, con 
riserva obbligatoria: lo yuan digitale diventa «denaro di deposito digitale». È 
l’opposto dell’euro digitale, che non remunera i saldi perché, ha spiegato Panetta,
è pensato come mezzo di pagamento e non come strumento di politica monetaria.

Tre modelli, una sola domanda: quanta parte della moneta deve restare nelle mani
dello Stato, e in quale forma? La risposta non è tecnica. È politica, e si sta scrivendo
adesso nei testi di legge più che nel codice.

## Terza domandaChi profitta: i binari valgono più della moneta

Quando paghiamo con la carta in Europa, il denaro che si sposta è nostro e della
nostra banca. Il binario su cui si sposta è di un’altra azienda, quasi sempre americana.
Secondo lo studio SPACE della BCE, nel 2022 i circuiti internazionali gestivano 
il 61% dei pagamenti con carta nell’area euro, e 13 Paesi dell’area dipendevano 
interamente da loro. L’Italia sta meglio della media: nel 2022 circa il 36% dei 
pagamenti passava dal circuito nazionale Bancomat e il 64% da Visa e Mastercard.
Nella sua strategia sui pagamenti del 2026 la BCE parla di oltre due terzi delle
operazioni con carta governate da regole di società non europee. Euronews cita invece
una quota del 47% del valore dei pagamenti nel 2025: sono misure diverse (numero
di operazioni contro valore), non una contraddizione.

La dipendenza non è solo una questione di principio. Nel 2022 Visa e Mastercard 
sospesero le attività in Russia, e fu chiaro quanto un sistema di pagamenti possa
spegnersi per una decisione presa altrove. Panetta, oggi governatore della Banca
d’Italia, ha raccontato di aver usato una carta americana per tutto, all’estero,
perché non esiste un circuito europeo interoperabile. È un aneddoto, ma dice dove
sta il problema: il consumatore europeo non ha, nella pratica, una scelta.

Chi paga il conto? Gli esercenti, con le commissioni, e di riflesso i consumatori
con i prezzi. La BCE ha sostenuto che con un euro digitale effettuare e ricevere
pagamenti sarebbe gratuito per gli utenti, e ha indicato nelle somme che gli esercenti
versano ai circuiti internazionali un costo rilevante da ridurre. Qui però sta la
parte che si racconta meno. Le banche e gli altri intermediari che distribuirebbero
l’euro digitale non lavorano gratis: la loro remunerazione, i tetti alle commissioni
e la durata del periodo transitorio sono esattamente ciò che Parlamento e Consiglio
stanno negoziando. Le banche hanno una ragione legittima per chiedere che il servizio
sia pagato; il punto è chi lo pagherà e quanto.

Il profitto non sta dove nasce il denaro. Sta dove il denaro deve passare.Valutazione
della redazione

La stessa legge vale altrove. Chi emette stablecoin investe le riserve, in larga
parte, in titoli del Tesoro a breve termine (lo riportano le analisi di mercato);
il GENIUS Act vieta di pagare interessi ai detentori. Ne consegue, sul piano logico,
che il rendimento di quelle riserve resta all’emittente: un modello di business 
solido, e per questo sorvegliato con attenzione dai regolatori.

L’India offre il caso più istruttivo. UPI, il sistema di pagamenti istantanei sviluppato
dalla NPCI, ha registrato a luglio 2026 un record di 23,66 miliardi di transazioni
per 29,88 lakh crore di rupie. È un binario pubblico, interoperabile e gratuito 
per i consumatori. Ma sopra quel binario la concentrazione è tornata dalla finestra:
a dicembre 2025 PhonePe ha gestito 9,81 miliardi di transazioni e Google Pay 7,5
miliardi su circa 21,6 miliardi totali, dunque, secondo una nostra elaborazione 
su dati NPCI riportati da Entrackr, circa quattro operazioni su cinque. Anche quando
la moneta e il binario sono pubblici, la rendita si sposta sul livello successivo,
quello dell’app.

## Quarta domandaChi è escluso: dal conto che non c’è alla scelta che non resta

Il Global Findex 2025 della Banca Mondiale racconta un progresso reale: il 79% degli
adulti nel mondo ha un conto presso una banca, un’istituzione finanziaria o un servizio
di mobile money, contro il 74% del 2021 e il 51% del 2011. Restano però 1,3 miliardi
di adulti senza conto, e metà vive in appena otto economie. Il 77% delle donne ha
un conto: il divario di genere si è ridotto a 4 punti percentuali, ma non è sparito.
Il mobile money, ormai, ha raggiunto il 15% degli adulti. Tra le barriere indicate
da chi resta fuori ci sono la mancanza di denaro, le commissioni, la distanza dagli
sportelli e i documenti richiesti.

La storia del Pix, in Brasile, mostra che l’esclusione non è una fatalità. Secondo
la banca centrale, 60 milioni di brasiliani non hanno una carta di credito, mentre
oltre 170 milioni usano il Pix. Secondo l’analisi di Ebanx, prima del Pix quei consumatori
erano esclusi dall’economia digitale.

L’esclusione del futuro, però, ha altre forme, meno visibili.

### L’esclusione di chi non vuole, o non può, essere digitale

Nel 2026, secondo un’indagine della BCE, il 92% delle imprese con punti vendita 
fisici accetta ancora contanti, mentre l’accettazione dei pagamenti digitali è quasi
raddoppiata in due anni, dal 36% al 68%. Il contante resta presente; la direzione
è chiara. Il Consiglio UE ha previsto che gli Stati membri monitorino l’accettazione
e l’accesso al contante, con misure correttive se serve. La questione di fondo è
semplice: se i contanti diventano più difficili da usare, chi resta senza alternative?
L’euro digitale offline, concepito come un portamonete elettronico, è una risposta
parziale; i test del pilota, però, sono previsti su smartphone, e questo lascia 
aperta la domanda su chi non ne ha uno.

### L’esclusione dalla propria moneta

Nelle economie emergenti il rischio descritto dalla BIS è un altro: se la domanda
di stablecoin in dollari cresce, i flussi di capitale diventano più volatili e la
sovranità monetaria dei Paesi più fragili si indebolisce. Il cittadino non è escluso
dal denaro: è escluso dal denaro del proprio Paese.

### L’esclusione per progetto

Ci sono infine esclusioni che si scrivono nelle norme: un tetto alla detenzione 
che lascia fuori chi vorrebbe usare l’euro digitale per risparmiare, un divieto 
quasi totale per le persone giuridiche che cambia il ruolo delle imprese, le regole
di distribuzione diverse per i Paesi UE fuori dall’euro. Non sono necessariamente
errori: sono scelte di stabilità finanziaria. Ma sono scelte, e a farle non sono
né i cittadini né gli algoritmi.

## Quinta domandaQuali alternative funzionano: la classifica della noia

Il giudizio che segue è nostro e si basa su un criterio solo: un’alternativa «funziona»
se ha raggiunto una scala misurabile e se ha risolto un problema concreto per chi
la usa. Il risultato è controintuitivo. Le alternative che funzionano meglio sono
le più noiose: non inventano una moneta, riparano un binario.

### Pix, Brasile

54,7%delle transazioni di pagamento nel secondo semestre 2025 (42,9 miliardi di 
operazioni)

Creato e gestito dalla banca centrale, attivo dal 16 novembre 2020. Le istituzioni
sopra una certa soglia di conti sono obbligate ad aderire. Nel 2025 ha mosso 35,3
trilioni di real, il 33,7% in più dell’anno prima, ed è passato da canale tra persone
a mezzo di pagamento del commercio: nel 2025 il 43% delle transazioni è andato da
persone a imprese.

**Il limite:** è un binario, non una nuova moneta; sposta denaro bancario esistente.
Ha suscitato critiche, a cui la banca centrale ha risposto che i detrattori difendono
gli interessi dei circuiti di carte.

### UPI, India

23,66 mlddi transazioni a luglio 2026, +22% su base annua

Binario interoperabile gestito da un ente di pagamenti nazionale, gratuito per i
consumatori sui pagamenti ordinari. Funziona in più Paesi per i pagamenti degli 
esercenti, tra cui Singapore, Emirati e Francia.

**Il limite:** concentrazione sulle app. Due piattaforme private gestiscono circa
quattro operazioni su cinque.

### e-CNY, Cina

16,7 trilionidi yuan cumulati a novembre 2025, 3,48 miliardi di transazioni

Moneta digitale di banca centrale con architettura a due livelli: la banca centrale
fissa le regole e gestisce il nucleo, le banche aprono i portafogli. Dal 2026 i 
saldi verificati maturano interessi.

**Il limite:** il controllo. La banca centrale fissa regole e infrastruttura, e 
alcuni critici temono che questo dia allo Stato più controllo sul sistema finanziario.

### WIR e Sardex, crediti tra imprese

≈ 1,5 mld CHFdi volume annuo del circuito WIR, con oltre 50.000 imprese aderenti

Moneta complementare a tasso zero tra piccole e medie imprese: il WIR nasce in Svizzera
nel 1934, Sardex in Sardegna ha superato i 100 milioni di euro di transato, con 
linee di credito 1:1 sull’euro. Servono a far lavorare capacità inutilizzata e a
tenere liquidità sul territorio.

**Il limite:** sono ammortizzatori locali, non rivali della moneta pubblica. Dimostrano
però che il denaro è, prima di tutto, un accordo di fiducia.

Che cosa hanno in comune quelle che funzionano? Tre cose, e nessuna riguarda la 
blockchain. Il binario è pubblico o governato dal pubblico. L’adesione è obbligatoria
o l’interoperabilità è imposta, così nessuno resta chiuso in un recinto. E il costo
marginale per l’utente è zero. Dove questi tre elementi mancano, come nel caso della
stablecoin in euro, la tecnologia da sola non basta: i 433 milioni di EURC contro
i 184 miliardi di Tether sono la fotografia di un mercato che non si crea per decreto
né per marketing.

L’Europa, dal canto suo, sta costruendo su tre livelli: l’euro digitale al dettaglio,
Wero e i circuiti nazionali sul versante dei pagamenti, e Pontes e Appia per la 
finanza tokenizzata all’ingrosso. Pontes, avviato il 21 settembre 2026, collega 
le piattaforme DLT ai servizi TARGET; il suo go-live pieno è atteso nel 2028 secondo
la Banca d’Italia. Appia è la visione di lungo periodo: uno o più registri condivisi
europei che ospitino moneta di banca centrale, moneta bancaria e titoli tokenizzati.
L’idea di fondo, che la BCE non nasconde, è che la finanza tokenizzata debba poter
innovare senza staccarsi dalla moneta della banca centrale. A nostro giudizio è 
una linea molto vicina a quella della BIS, e distante dalla via americana.

## Il contraddittorioChi ci crede e chi dubita

Un’inchiesta onesta deve lasciare spazio a chi non è d’accordo con la sua tesi. 
Ecco le obiezioni più solide, da entrambe le parti, con il nome di chi le fa.

### Gli argomenti a favore

 * **Sovranità dei pagamenti**Per la BCE e per Panetta, un euro digitale ridurrebbe
   la dipendenza da operatori extraeuropei e darebbe un’alternativa pubblica ai 
   giganti dei pagamenti.
 * **Privacy per progetto**Secondo la BCE, l’Eurosistema non potrebbe risalire all’identità
   dell’utente né collegare direttamente un utente a un pagamento. La funzione offline
   avrebbe una riservatezza simile al contante.
 * **Nessuna minaccia per le banche**Panetta, davanti all’ABI, ha definito l’euro
   digitale una piattaforma abilitante per un mercato dei pagamenti più integrato
   e meno dipendente da circuiti extra-UE. I limiti di detenzione servono, secondo
   la BCE, a evitare un eccessivo deflusso di depositi.
 * **Tokenizzazione nel perimetro pubblico**La BIS sostiene che la tecnologia vada
   integrata nel sistema a due livelli, con la moneta di banca centrale come àncora.

### Gli argomenti contrari

 * **Rischio di sorveglianza**Negli Stati Uniti Tom Emmer e il fronte favorevole
   al divieto vedono nella moneta digitale pubblica uno strumento di controllo; 
   la protezione dei dati, per i critici, va scritta nella legge e non solo promessa
   dal progetto.
 * **Fuga dai depositi**Le banche temono che i risparmi si spostino sull’euro digitale
   in momenti di stress, anche se il testo prevede tetti e nessun interesse.
 * **Regole non ancora scritte**Tetto di detenzione, commissioni e trattamento delle
   imprese sono ancora da definire; il voto del Parlamento (169 contrari, 22 astenuti)
   mostra un fronte critico non marginale.
 * **Il monito cinese**Alcuni osservatori guardano alla Cina, dove la banca centrale
   fissa regole e infrastruttura dell’e-CNY, come a un avvertimento sul controllo
   finanziario che una moneta pubblica digitale rende tecnicamente possibile.

Le due colonne non si annullano a vicenda. La parte più solida dell’argomento a 
favore (la dipendenza dai circuiti stranieri) è documentata da dati. La parte più
solida di quello contrario (la protezione dei dati) dipende da un testo che non 
è ancora definitivo. È qui che il lettore ha qualcosa da fare.

## In chiusuraLa domanda giusta non è «chi possiede il denaro»

Se avessimo risposto alla domanda del titolo con un nome, avremmo mentito. Il denaro
del futuro non avrà un padrone: avrà molti guardiani, ciascuno su un tratto diverso
della catena. Le banche lo creano attraverso il credito. Le banche centrali ne fissano
il prezzo e ne garantiscono l’àncora. I legislatori scrivono le regole. Un duopolio
di circuiti, o poche app, controllano il passaggio. E una parte della popolazione
mondiale ne resta ai margini.

La domanda utile, allora, è un’altra: di fronte a ogni forma di denaro, vecchia 
o nuova, conviene fare tre test.

 1. **Chi può spegnerlo?**Un’azienda straniera, un governo, un guasto? La continuità
    di un sistema di pagamenti è una questione di sicurezza, non di comodità.
 2. **Chi può leggerlo?**Chi vede le tue transazioni, e per quali scopi? Le garanzie
    di riservatezza valgono quanto la norma che le sancisce, non quanto la promessa
    che le accompagna.
 3. **Chi ne incassa la rendita?**Quanto costa il servizio, a chi finiscono le commissioni
    e il rendimento delle riserve, e chi decide il listino?

Nei prossimi mesi conviene guardare soprattutto sei cose:

 * l’esito del trilogo sull’euro digitale, che la presidenza irlandese vorrebbe 
   chiudere entro la fine del 2026;
 * il livello del limite di detenzione e dei tetti alle commissioni;
 * il voto del Senato americano sull’Anti-CBDC Surveillance State Act;
 * le regole attuative del GENIUS Act e la loro compatibilità con MiCA;
 * la fase pilota di Pontes e la definizione di Appia;
 * la crescita, o meno, delle stablecoin in euro rispetto al dollaro.

Il denaro è sempre stato una promessa garantita da qualcuno. La novità di questi
anni non è la tecnologia: è che la promessa può essere scritta, spenta, letta e 
monetizzata da soggetti diversi, e che pochi se ne accorgono finché non serve.

Leggere i testi e non gli slogan, chiedere che le garanzie siano scritte nella legge,
pretendere che il costo dei binari sia trasparente: è questo, in concreto, il modo
in cui un cittadino partecipa a decidere a chi appartiene il suo denaro.

## Fonti e note

Fonti primarie e istituzionali

 1.  BCE, «L’Eurosistema passa alla fase successiva del progetto sull’euro digitale»,
     30 ottobre 2025. [ecb.europa.eu](https://ecb.europa.eu/press/pr/date/2025/html/ecb.pr251030~8c5b5beef0.it.html)
 2.  BCE, Progressi sull’euro digitale. [ecb.europa.eu](https://ecb.europa.eu/euro/digital_euro/progress/html/index.it.html)
 3.  Banca d’Italia, «Il progetto euro digitale passa alla nuova fase», 30 ottobre 
     2025. [bancaditalia.it](https://www.bancaditalia.it/media/notizia/il-progetto-euro-digitale-passa-alla-nuova-fase/)
 4.  Banca d’Italia, Pontes e Appia: il futuro dei TARGET Services. [bancaditalia.it](https://www.bancaditalia.it/compiti/sistema-pagamenti/pontes-appia/)
 5.  Bank of England, «Money creation in the modern economy», Quarterly Bulletin 2014
     Q1. [bankofengland.co.uk](https://www.bankofengland.co.uk/-/media/boe/files/quarterly-bulletin/2014/money-creation-in-the-modern-economy)
 6.  BCE, comunicato sul bilancio 2025 (perdita di 1.254 milioni di euro), 26 febbraio
     2026. [ecb.europa.eu](https://ecb.europa.eu/press/pr/date/2026/html/ecb.pr260226~15dbe4febc.it.html)
 7.  BCE, comunicato sul bilancio 2024 (perdita di 7.944 milioni di euro), 20 febbraio
     2025. [ecb.europa.eu](https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2025/html/ecb.pr250220~eca25e4e21.it.html)
 8.  BCE, «Che cosa sono gli utili e le perdite di una banca centrale». [ecb.europa.eu](https://www.ecb.europa.eu/ecb-and-you/explainers/tell-me-more/html/ecb_profits.it.html)
 9.  BCE, discorso «Dalla dipendenza all’autonomia: il ruolo di un euro digitale», 
     23 settembre 2024. [ecb.europa.eu](https://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2024/html/ecb.sp240923~cccba29006.it.html)
 10. BCE, blog di Fabio Panetta «Perché l’Europa ha bisogno di un euro digitale», 28
     giugno 2023. [ecb.europa.eu](https://www.ecb.europa.eu/press/blog/date/2023/html/ecb.blog230628~140c43d2f3.it.html)
 11. BIS, comunicato «The path to the next-generation monetary and financial system
     lies in safeguarding trust in money», 23 giugno 2026. [bis.org](https://www.bis.org/press/p260623.htm)
 12. Banca Mondiale, Global Findex Database 2025. [worldbank.org](https://www.worldbank.org/en/publication/globalfindex/report)
 13. CDP Venture Capital, comunicato su Sardex, 23 luglio 2020. [cdpventurecapital.it](https://www.cdpventurecapital.it/resources/cms/documents/Comunicato_Stampa_Sardex.pdf)
 14. Rep. Tom Emmer, comunicato del 29 aprile 2026 sull’Anti-CBDC Surveillance State
     Act. [emmer.house.gov](https://emmer.house.gov/media-center/press-releases/whip-emmer-s-cbdc-ban-legislation-sent-to-senate)

Fonti giornalistiche e secondarie

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     2026. [pagamentidigitali.it](https://www.pagamentidigitali.it/blockchain-dlt/criptovalute/euro-digitale-il-parlamento-ue-apre-i-negoziati/)
 2.  Pagamentidigitali.it, «Euro digitale, via libera politico al Consiglio UE», 19
     dicembre 2025. [pagamentidigitali.it](https://www.pagamentidigitali.it/attualita/euro-digitale-via-libera-politico-al-consiglio-ue/)
 3.  AGI, «Ue, primo ok del Consiglio al regolamento sull’euro digitale», 20 dicembre
     2025. [agi.it](https://www.agi.it/estero/news/2025-12-20/ue-primo-ok-consiglio-regolamento-euro-digitale-34728607/)
 4.  Lewis Silkin, «Council of the EU agrees position on the digital euro», 29 dicembre
     2025. [lewissilkin.com](https://www.lewissilkin.com/insights/2025/12/29/council-of-the-eu-agrees-position-on-the-digital-euro-102lz5q)
 5.  Pasquale Pillitteri, «Come funzionerà l’euro digitale, tetto a 3.000 euro e debutto
     nel 2029» (confronto Parlamento/Consiglio, fonte secondaria da verificare sui 
     testi). [pasqualepillitteri.it](https://pasqualepillitteri.it/news/18559/euro-digitale-tetto-3000-euro-offline-2029)
 6.  Gulf News, «Digital euro moves closer: EU agrees key framework». [gulfnews.com](https://gulfnews.com/business/banking/digital-euro-moves-closer-eu-agrees-key-framework-what-it-means-for-you-1.500277440)
 7.  Corriere Comunicazioni, «Euro digitale, Panetta: alti costi da mancata emissione».
     [corrierecomunicazioni.it](https://www.corrierecomunicazioni.it/?p=280081)
 8.  L’Indipendente, «L’UE si avvicina all’euro digitale per ridurre la dipendenza 
     da Visa e Mastercard», 11 febbraio 2026. [lindipendente.online](https://www.lindipendente.online/2026/02/11/lue-si-avvicina-alleuro-digitale-per-ridurre-la-dipendenza-da-visa-e-mastercard/?pdf=178477)
 9.  Unlock Blockchain, «BIS Calls for Tokenized Unified Ledger» (dichiarazioni di 
     Hyun Song Shin, giugno 2025). [unlock-bc.com](https://unlock-bc.com/en/bis-calls-for-tokenized-unified-ledger-as-stablecoins-face-toughest-scrutiny-yet)
 10. Plisio, «Regolamentazione delle stablecoin 2026: GENIUS Act, MiCA e norme globali».
     [plisio.net](https://plisio.net/it/crypto/stablecoin-regulation)
 11. FinDev Gateway, sintesi dei risultati del Global Findex 2025. [findevgateway.org](https://www.findevgateway.org/data/global-findex-database)
 12. Pmi.it, «Euro digitale, voto Ue: pagamenti, costi e POS». [pmi.it](https://www.pmi.it/economia/mercati/495259/euro-digitale-voto-ue-pagamenti-costi-pos.html)
 13. Pagamentidigitali.it, intervento di Panetta all’ABI. [pagamentidigitali.it](https://www.pagamentidigitali.it/?p=32737)
 14. Euronews, «Ue, quanto manca per liberarsi dal duopolio di Visa e Mastercard?»,
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 15. Money.it, «Così la dipendenza da Visa e Mastercard espone l’Europa a nuove vulnerabilità».
     [money.it](https://www.money.it/cosi-la-dipendenza-da-visa-e-mastercard-espone-l-europa-a-nuove-vulnerabilita)
 16. Money.it, «Quali sono le migliori stablecoin nel 2026?», 17 luglio 2026 (dati 
     DefiLlama e Visa). [money.it](https://www.money.it/quali-sono-migliori-stablecoin-nel-2026)
 17. CoinPaprika, «MiCA e GENIUS Act creano regimi di conformità incompatibili». [coinpaprika.com](https://coinpaprika.com/it/news/mica-genius-act-incompatible-stablecoin/)
 18. The Block, «BIS says stablecoins fall short as money», 28 giugno 2026. [theblock.co](https://www.theblock.co/post/406466/bis-says-stablecoins-fall-short-as-money-warns-of-emerging-market-risks-in-annual-report)
 19. CryptoSlate, profilo dell’Anti-CBDC Surveillance State Act (stato al 4 giugno 
     2026). [cryptoslate.com](https://cryptoslate.com/crypto-laws/anti-cbdc-surveillance-state-act/)
 20. Caixin, «China to Allow Interest on Digital Yuan in Major Overhaul», 29 dicembre
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 21. Band.com.br, «Pix lidera pagamentos no Brasil com 54,7% das transações» (dati 
     Banco Central do Brasil), 8 aprile 2026. [band.com.br](https://www.band.com.br/economia/noticias/pix-lidera-pagamentos-no-brasil-com-547-das-transacoes-diz-banco-central-202604081055)
 22. Mercado & Consumo, «Cinco anos de Pix», 14 novembre 2025. [mercadoeconsumo.com.br](https://mercadoeconsumo.com.br/14/11/2025/economia/cinco-anos-de-pix-a-evolucao-do-sistema-de-pagamento-que-revolucionou-o-brasil/)
 23. Swarajya, «India’s UPI transaction volume hits all-time high of 23.66 billion 
     in July», 2 agosto 2026 (dati NPCI). [swarajyamag.com](https://swarajyamag.com/economy/indias-upi-transaction-volume-hits-all-time-high-of-2366-billion-in-july)
 24. Entrackr, «UPI sets new monthly record with 21.7 Bn transactions in January» (
     quote di mercato di dicembre 2025). [entrackr.com](https://entrackr.com/news/upi-sets-new-monthly-record-with-217-bn-transactions-in-january-11063663)
 25. RSI, «WIR e Sardex, due volti di una stessa risposta alla crisi del denaro», 10
     aprile 2025. [rsi.ch](https://www.rsi.ch/cultura/storia/WIR-e-Sardex-due-volti-di-una-stessa-risposta-alla-crisi-del-denaro--2983593.html)
 26. SoldiOnline, sull’indagine BCE 2026 sull’accettazione dei pagamenti. [soldionline.it](https://www.soldionline.it/?p=167041)
 27. Teleborsa/Borsa Italiana, «Bce avvia investimenti pilota in titoli tokenizzati
     tramite Pontes», 21 settembre 2026. [borsaitaliana.it](https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/teleborsa/finanza/bce-avvia-investimenti-pilota-in-titoli-tokenizzati-tramite-pontes-165_2026-09-21_TLB.html?lang=it)
 28. Milano Finanza, «Bce, perdita record a 7,9 miliardi» (utili cumulati 2005-2021).
     [milanofinanza.it](https://www.milanofinanza.it/news/bce-perdita-record-a-7-9-miliardi-2656336)

Nota metodologica. Le cifre sono aggiornate al 15 ottobre 2026 e provengono dalle
fonti indicate, ciascuna riferita alla propria data. Le capitalizzazioni delle stablecoin
variano di giorno in giorno e, a seconda dell’aggregatore, tra circa 300 e 320 miliardi
di dollari nel 2026; i dati sull’uso dei circuiti di carte cambiano con il metodo(
operazioni o valore). Le valutazioni della redazione sono segnalate come tali. L’euro
digitale non è stato ancora istituito: tempi, limiti e commissioni citati sono quelli
oggi negoziati e possono cambiare.
