La sfida non è ingegneristica nel senso banale del termine. Nascondere un sensore sotto un pannello OLED funzionante richiede di risolvere tre problemi simultaneamente: trasmissività della luce (il display assorbe fotoni prima che raggiungano il sensore), diffrazione ottica (la griglia regolare dei pixel diffrange la luce creando artefatti nelle immagini), e coerenza visiva (l'area sopra la fotocamera non deve apparire diversa dal resto dello schermo anche a display spento).
Samsung ci ha provato per prima con il Galaxy Z Fold 3 nel 2021, montando un sensore da soli 4 megapixel nascosto sotto uno schermo a densità ridotta. Il risultato era tecnicamente rivoluzionario ma fotograficamente deludente: le selfie producevano immagini velate, con aberrazioni cromatiche evidenti. Samsung ha continuato a migliorare la tecnologia nei modelli successivi, ma ha poi deciso di abbandonarla — il Galaxy Z Fold 7, stando alle indiscrezioni, torna a un design con foro convenzionale.
Apple, fedele alla sua tradizione di aspettare che la tecnologia maturi prima di integrarla, ha trovato una soluzione elegante che differenzia i due prodotti del 2026 proprio sulla base delle sfide fisiche che ciascuno presenta.